Katherine Choong su Ravage © cellophoto.ch
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A quarant’anni dalla prima salita di Antoine Le Menestrel, la via Ravage a Chuenisberg torna al centro dell’attenzione grazie a Katherine Choong, che ne firma la prima ripetizione femminile. Questa linea è stata liberata nel 1986 dallo scalatore francese, che battè sul tempo il collega Wenzel Vodicka, chiodatore della linea, nella gara per essere il primo a salirla.
All'epoca la via fu proposta come il primo 8c, uno dei gradi più duri dell’epoca e simbolo della nuova arrampicata sportiva europea. Nel tempo alcune ripetizioni hanno suggerito un grado leggermente inferiore, attorno all' 8b+/c, ma il valore storico della via rimane inalterato.
Per Choong, questa linea ha anche un valore simbolico: oltre al fatto che la via si trova a mezz'ora da casa sua, la terza salita porta la firma di Philippe Steulet, scalatore che proviene dalla stessa sua regione, e che la climber aveva avuto modo di conoscere di persona prima dell'incidente sull'Eiger che gli è stato fatale. “Non avevo scuse per non provarla” ha scritto Chaang.
“Non avevo scuse per non provarla” Katherine Choong
Una via intensa
Ravage è una via brevissima ma estremamente intensa: circa 10 metri di sviluppo su una sequenza di movimenti fisici e tecnici, con appoggi completamente lisci. “La prima volta che ho provato Ravage, considerata una delle prime vie di 8c nella storia dell'arrampicata, a malapena riuscivo ad eseguire i movimenti. Non mi è piaciuta molto: tutto sembrava molto dipendente dall'altezza, e quindi impossibile per me. Ma dopo aver passato un bel po' di tempo a studiare una soluzione, cercando di adattare le prese alla mia altezza, e cadendo ancora e ancora sullo stesso movimento dinamico, il 2 maggio ho finalmente portato la corda in catena. 40 anni dopo la prima salita, finalmente ogni cosa è andata al suo posto. Mi è sembrato di volare fino in sosta" ha scritto Choong su 8a.nu.
“La prima volta che ho provato Ravage, a malapena riuscivo ad eseguire i movimenti"
“Nel momento in cui sono arrivata in cima, ho capito fino in fondo il significato dietro il nome che Antoine ha dato a questa via". Queste le parole da lui espresse in seguito alla salita: “Dopo la scalata, non ci sono altri pensieri. Mi sento distrutto e felice. Mi sento libero”. Parole in cui Choong si è completamente ritrovata. "Per un breve momento anche io mi sono sentita così. Non era rimasto niente se non quel sentimento di libertà” ha concluso la scalatrice. Ravage significa infatti proprio distruzione.
Ha poi riportato un breve aneddoto che spiega la natura estremamente tecnica di questa via, in cui la difficoltà risiede più nella decifrazione dei movimenti che nella continuità dello sforzo. “Quando sono tornata per fare delle foto, ho finito per scalare la via di nuovo. Questo dimostra che una volta che un movimento si è integrato a fondo nel corpo e nella mente, tutto sembra più facile”.