Ratikon: Larcher e Zangerl si portano a casa anche WoGü

I due alpinisti hanno salito la mitica via di Beat Kammerlander a fine agosto. Barbara si aggiudica anche la prima femminile: “Desideravamo provarla da anni. Allo stesso tempo, nutrivamo un enorme rispetto".

 

Questa estate, Jacopo Larcher e Barbara Zangerl hanno ripetuto due delle vie più difficili del Ratikon, in Svizzera: Deja (8c+) e WoGü (8c). Babsi e Jacopo hanno iniziato l'estate lavorando la via aperta nel 1992 da Michi Wyser e Andres Lietha e liberata per la prima volta da Fabian Buhl nel 2019. "Entrambi volevamo scalare ogni tiro da primi, e come conseguenza una persona ha scalato mentre l'altra faceva sicura, per poi invertire il ruolo il giorno seguente", ha spiegato Jacopo. Dopo avere completato così la seconda e la terza salita di Déjà, Jacopo e Babsi erano molto carichi, avevano voglia di restare in zona e hanno deciso di lavorare un'altra via leggendaria, a cui stavano pensando da anni: WoGü.

Un nome mitico

La coppia è riuscita a salire WoGü in due giorni consecutivi e al primo tentativo completo in libera. La leggendaria multipitch aperta dal basso da Beat Kammerlander nel 1998, si trova sulla settima Kirchlispitze in Svizzera ed è composta da 9 tiri. La salita di Zangerl rappresenta anche la prima salita libera femminile e conferma la vocazione dell'alpinista austriaca per le big wall. WoGü è arrivata quasi spontaneamente al termine di un periodo già ricco di successi a Rätikon. “Desideravamo provarla da anni. Allo stesso tempo, nutrivamo un enorme rispetto per essa, conoscendone la storia. Per noi, era una di quelle vie che, per qualche ragione, era diventata leggendaria e sarebbe stato un piccolo sogno scalarla".

 

“Desideravamo provarla da anni. Allo stesso tempo, nutrivamo un enorme rispetto per essa". Jacopo Larcher e Babsi Zangerl

 

Tanto Jacopo quanto Barbara erano consapevoli delle difficoltà a cui sarebbero andati incontro: tiri sostenuti, boulder, lunghi run-out, conoscendo lo stile del chiodatore.

Un approccio ragionato

I due alpinisti hanno iniziato a lavorare la via durante l'ultima settimana di luglio, trovando ben presto il modo per salire i singoli tiri. "Il tiro che ci ha richiesto più tempo ed energie è stato probabilmente il brevissimo 8b+. Si tratta di un tiro verticale di 12 metri, a tratti anche meno verticale, con prese e appigli estremamente piccoli. Ci è voluto un po' per capire la tecnica giusta, e la salita è sempre sembrata molto insicura. Un piccolo errore e si cade dalla parete. Il tiro successivo, il famigerato Badewanne (vasca da bagno), è stato anch'esso impegnativo. Chapeau, Beat".

 

“Il tiro che ci ha richiesto più tempo ed energie è stato probabilmente il brevissimo 8b+”. 


Dopo diverse settimane di lavoro sui tiri, a fine agosto entrambi sono riusciti a salirla in red point, ovvero in libera effettuata da primo di cordata, senza cadute e senza riposi appesi alla corda, dopo avere già provato o studiato la via in precedenza.