Sara Filippi Plotegher © YT Oltre la vetta
Sofia Farina e Sara Filippi Plotegher © YT Oltre la vetta
Sofia Farina
Lo Scarpone è on line con la ottava puntata di Oltre la vetta, il videopodcast del Club Alpino Italiano dedicato al tema del lutto in montagna e di chi resta ad affrontarlo. Ideato e scritto da Sofia Farina, con le immagini di Andrea Buonopane, il suono di Giorgio Tidei e la grafica di Stefano Gaio, questo progetto vuole aprire uno spazio di ascolto e riflessione su temi spesso taciuti nella comunità alpinistica e non solo.
Attraverso le storie di alpinisti, familiari e compagni di cordata, Oltre la vetta restituisce la complessità del lutto oltre la cronaca raccontata o taciuta, il suo intrecciarsi con l’amore per la montagna e la possibilità di ritrovare senso e presenza anche dopo la perdita. Tutte le puntate sono disponibili sia su questo portale che sul canale YouTube del Club Alpino Italiano.
Un percorso personale
Ospite di questa puntata è Sara Filippi Plotegher, frequentatrice delle terre alte, artista e ricercatrice, che da anni intreccia il rapporto con la montagna a una riflessione sul rischio, il limite e la perdita. La conversazione parte dal suo percorso personale: dall’incontro con l’arrampicata fino al modo in cui il confronto con la morte di amici e persone care ha trasformato il suo rapporto con la montagna e con l’esposizione al rischio. Al centro della puntata c’è Mors, il progetto artistico e filosofico nato dalla necessità di dare forma al dolore, al vuoto e alle domande che accompagnano il lutto e il trauma. Un lavoro che negli anni è diventato anche uno spazio collettivo di confronto su temi spesso difficili da raccontare.
Il lutto è una chiamata
Perdere una persona cara, in montagna come in ogni altra situazione, è un evento che sicuramente introduce grandi interrogativi, ma Sara chiarisce subito come a livello personale abbia sentito il momento del lutto non solo come disorientamento e dubbio, ma come una chiamata ad agire.
“Il primo incontro con la morte di una persona cara è stata la prima volta che un pensiero è diventato un fatto, un momento di grande cambiamento che non ti porta solo a delle domande, ma anche a prendere delle decisioni”.
“È stata la prima volta che un pensiero è diventato un fatto, un momento di grande cambiamento” Sara Filippi Plotegher
Un progetto aperto
Mors - il limite nella montagna ostile è un progetto di ricerca tuttora in corso. Nato in seguito alla morte di Alberto Franzoi, un amico di Sara scomparso anni fa, ha portato Filippi Plotegher prima ad affrontare personalmente e in una dimensione intima il lutto, per poi aprire questa sua esperienza che ha preso una forma di dimensione artistica alla collettività. “La morte di Alberto è stata il primo momento che mi ha colto in contropiede e mi ha chiesto di mettermi di fronte a questo tema. Il mio strumento è sempre stato quello della scrittura e del disegno ed è quello che ho fatto. Ne sono venute fuori alcune tavole. Alcune persone a me vicine mi hanno dato un feedback molto energico, invitandomi a portarlo fuori, mettendolo a disposizione delle persone che ci avrebbero potuto ragionare”.
La condivisione non è stata semplice offerta di un percorso concluso, chiuso, determinato, ma un mettere a disposizione interpretazioni e chiavi di lettura non per forza univoche. “La montagna e le dimensioni della montagna rimangono una metafora della vita, un concentrato della vita. È una dimensione che percepisce anche chi non ci va. I dialoghi che si sono creati intorno a questa mostra mi confermano che questo tema non si può mettere in una scatola, non ha una soluzione, un senso unico, è necessario fare pace con questo senso di disorientamento. Capire che molte e diverse possono essere le risposte, le direzioni”.