Un esemplare di orso bruno eurasiatico © Charles J. Sharp, wikicommons
Un esemplare di lince eurasiatica © mpiet, wikicommons
Un orso bruno durante un momento di riposo © Joshua Lutz, wikicommons
Un lupo nel carattestico atto dell'ululato © Colfelly, pixabay
Un esemplare di sciacallo dorato © Jan Ebr, wikicommons
La presenza dei grandi carnivori sulle Alpi centrali sembra essere entrata in una nuova fase. Dopo anni segnati da una crescita costante della popolazione di orso e dal progressivo ritorno del lupo, il rapporto grandi carnivori 2025 pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento restituisce l’immagine di popolazioni ormai strutturate, ma caratterizzate da nuove dinamiche.
Il documento, realizzato dal Settore grandi carnivori del Servizio faunistico provinciale, evidenzia una sostanziale stabilità numerica degli esemplari di orsi, accompagnata da una netta espansione territoriale specialmente da parte degli esemplari femmina. Un quadro diverso, invece, per il lupo, che consolida la sua presenza per numero di esemplari ma che riduce lievemente il numero di branchi. Aumentano, inoltre, gli esemplari di sciacallo sul territorio, mentre prosegue il periodo di assenza della lince.
Orso, la crescita rallenta ma su un territorio più vasto
Una delle principali novità del documento riguarda i risultati del monitoraggio genetico condotto sul territorio provinciale, oltre alle nuove metodologie di calcolo adottate dal Servizio faunistico. Secondo i dati raccolti, nell’ultimo anno l’orso si è espanso geograficamente oltre il Trentino occidentale, con le nuove stime che comprendono anche parte delle province di Brescia, Sondrio, Bolzano e Verona.
Secondo il rapporto, basato sul 23° anno di monitoraggio genetico condotto proprio nel 2025, la popolazione stimata è di 118 orsi, con un intervallo di confidenza compreso tra 99 e 141 individui. Il dato, che non include i 25 cuccioli registrati nel 2025, evidenzia una “sostanziale stabilità o leggera crescita” nell’ultimo biennio, quando la stima della popolazione del 2023 – ricalcolata coi nuovi metodi – era di 112 esemplari. La densità media stimata, invece, è di 1,63 orsi ogni 100 km², con concentrazioni maggiori attorno al gruppo del Brenta.
Il dato più significativo riguarda, però, l’espansione degli esemplari femmina. Nel 2025, il territorio stabilmente occupato dalle orse ha raggiunto i 2.805 km², in aumento del 26% rispetto al 2023, con un’orsa segnalata anche in Val Martello, in Alto Adige. Considerando anche gli spostamenti dei giovani maschi, la popolazione di orso delle Alpi centrali si è distribuita nel 2025 su un’area teorica di 19.375 km² anche se – viene sottolineato nel rapporto – il dato è sovrastimato, e include “vaste aree non realmente frequentate/utilizzate” a causa del metodo di analisi utilizzato.
Particolarmente interessanti, inoltre, sono i calcoli relativi agli indici di variabilità genetica della specie, che determinano i valori di isolamento della popolazione e la possibilità di incrocio tra consanguinei. Anche nel 2025, gli indicatori genetici della popolazione mostrano un lieve calo rispetto agli ultimi anni, con una piccola diminuzione della variabilità genetica presente nella popolazione. Continua ad aumentare, di conseguenza, l’indice di inbreeding, il parametro che indica il grado di parentela tra gli individui della popolazione (-0,044), ancora ad un “valore non critico”.
Lupo, una presenza strutturale sulle Alpi trentine
Anche per il lupo, il rapporto restituisce l’immagine di una presenza ormai consolidata che, secondo il documento, conta circa 1.124 individui sulle Alpi italiane, con un intervallo di confidenza al 95% che va da 980 a 1.316 esemplari e un tasso di crescita stimato al 6% annuo. Nel 2025, le osservazioni riferibili al lupo nella sola Provincia di Trento sono state 2.521 tra avvistamenti, fotografie, campioni genetici, predazioni e tracce. Un dato che consente di stimare una presenza minima di 22 branchi distribuiti su quasi tutti il territorio interessato, in lieve calo rispetto al 2024.
Nel corso dei 12 mesi di osservazioni, inoltre, sono stati registrati 27 lupi morti, di cui 12 per investimento, 3 per probabile investimento, 4 per avvelenamento, 7 per cause sconosciute e uno per abbattimento gestionale. Un dato, affermano dalla Provincia, che “è solo parte della mortalità reale, più difficile da rilevare”. Anche per gli orsi, i quattro esemplari morti nel 2025 sono in prevalenza vittime di bracconaggio, con due casi accertati e uno sospetto, e un esemplare vittima di investimento.
In merito alla popolazione di lupi, inoltre, sono state registrate nell’ultimo anno 487 tracce di predazioni di esemplari selvatici. Un numero in linea con le 2268 individuate negli ultimi cinque anni, che hanno mostrato una predilezione per cervo, camoscio, muflone e capriolo in base alle zone e alle disponibilità di queste specie. Occorre però ricordare che questa incidenza “non riflette necessariamente quella reale”, dal momento in cui l’osservazione delle predazioni da parte dell’uomo è influenzato da una molteplicità di fattori come, ad esempio, quota e vicinanza ai sentieri.
I danni da orso e lupo e i capi di bestiame predati
Nel corso del 2025, i danni attribuiti ai grandi carnivori hanno portato a 282 indennizzi riconosciuti dalla Provincia autonoma di Trento, per un totale di circa 226mila euro. Per quanto riguarda l’orso, i casi registrati sono stati 127, per circa 91mila euro complessivi, distribuiti soprattutto tra danni agricoli, zootecnici e apistici. I danni da lupo, invece, sono stati 155, tutti riferiti ad animali da allevamento, per oltre 135mila euro indennizzati. Anche per questo motivo, la Provincia ha finanziato l'inserimento di ulteriori tre cani da guardiania, che si aggiungono ai 99 già presenti sul territorio.
I capi di bestiame domestico predati nel 2025 sono stati 478, di cui 438 attribuiti al lupo e 40 all’orso. A questi si aggiungono altri 136 esemplari tra galli, galline e oche predati esclusivamente dagli orsi, per un totale di 614. Nonostante l’aumento della popolazione, il rapporto evidenzia come i danni causati dall’orso siano in diminuzione rispetto agli ultimi cinque anni, mentre quelli attribuiti al lupo risultano in lieve aumento. È interessante notare come il 75% dei danni da lupo si siano verificati nella parte orientale della Provincia, mentre quelli da orso si sono concentrati nella parte occidentale.
Lince, ancora nessuna presenza, ma aumentano gli sciacalli
Ancora una volta, invece, non sono stati segnalati esemplari di lince sul territorio provinciale nel 2025, con l’ultimo avvistamento certo nella primavera del 2022 relativo all’esemplare B132. Aumenta, invece, il numero di sciacalli dorati che, a partire dalla prima riproduzione su territorio provinciale nel 2020, ha dato vita a un trend numerico positivo. I 46 avvistamenti registrati nel 2025, inoltre, hanno permesso di stimare un aumento della presenza dello sciacallo dorato, distribuito almeno su 4 nuclei riproduttivi accertati.