La storia dell'Adige in una mostra a 60 anni dall'alluvione

A Bolzano inauguara oggi una esposizione che, a partire dagli scatti di oltre un secolo fa per arrivare fino al presente, intreccia le storie dell'uomo a quelle del fiume. L'esposizione sarà visitabile per un mese
Alluvione a Nave San Rocco 1966 © Giorgio Salomon - Archivio fotografico storico provinciale Trento

 

A sessant’anni dall’alluvione del 1966, oggi 17 settembre, a Bolzano inaugura una mostra di respiro regionale, che mette al centro oltre un secolo di fotografie. Sono il racconto della storia del fiume Adige e del suo intrecciarsi con la storia dei territori che attraversa.

La legge del fiume

Per secoli, le frequenti esondazioni del secondo fiume più lungo d'Italia, sia in Alto Adige che in Trentino, hanno segnato profondamente la vita delle comunità fin da tempi antichi. Tra gli episodi più significativi del recente passato, ma ormai diventati storia, si annovera l’alluvione del novembre 1966, quando ampie aree della Bassa Atesina, delle valli trentine e della città di Trento furono sommerse dalle acque.


A sessant’anni da quell’evento, la mostra Terre sommerse – piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale racconta il ruolo determinante dell’Adige nella trasformazione del paesaggio e ripercorre i vari tentativi eseguiti nel tempo per contenerne la forza e governarlo; il percorso attraversa la storia della fotografia regionale, moltiplicando le prospettive e gli sguardi posti a confronto con mappe storiche, documenti, articoli di giornale e materiali filmici.

Un lavoro congiunto

La mostra nasce dalla collaborazione tra l’ufficio Film e media, l’archivio provinciale e dell’agenzia per la protezione civile della Provincia di Bolzano, il servizio tecnico della soprintendenza per i beni culturali, l'ufficio per i beni storico-artistici della Provincia del Trentino, la fondazione Museo storico del Trentino, il Trento film festival e il Museo mercantile di Bolzano. Il progetto espositivo è coordinato da Marlene Huber e Katia Malatesta.

Amatori e professionisti

La selezione delle fotografie nasce dalla sinergia tra diversi archivi e riflette i caratteri peculiari dei rispettivi fondi fotografici. Alla pluralità di scatti tecnici, professionali e amatoriali individuati nelle collezioni sudtirolesi si affiancano gli sguardi di noti fotografi trentini attivi sul territorio e nel capoluogo, in più occasioni investito direttamente dalla furia delle acque.

Grazie alla collaborazione di tanti partner rappresentativi delle due province, la mostra si presenta come un importante progetto culturale di dimensione regionale, con un organico approccio multidisciplinare: non una nuova mostra sull’alluvione del 1966, in occasione del sessantesimo anniversario, ma un progetto inedito nel quale un fatto storico viene analizzato e descritto attraverso uno specifico medium, la fotografia. Il tutto non limitandosi alla città di Trento, ma analizzando l’impatto che il fiume ha avuto nel corso del tempo sull’intero territorio che attraversa.


Il percorso prende infatti avvio nel segno della duplice percezione del fiume, da sempre risorsa essenziale ma anche costante minaccia per le comunità locali. Sono così rievocati i grandi lavori di sistemazione idraulica e rettifica attuati nel corso dell’Ottocento per consentire la bonifica delle aree paludose e ridurre il rischio delle esondazioni, che tuttavia non può mai essere completamente azzerato. Piene e alluvioni hanno continuato quindi a scandire, drammaticamente, la storia regionale.


La fotografia ha colto tempestivamente questi processi, catturando le trasformazioni del territorio e la forza distruttrice delle acque, a partire dalle celebri immagini riprese dal decano dei fotografi trentini, Giovanni Battista Unterveger, in occasione dell’alluvione del 1882, per arrivare alla documentazione delle nuove organiche strategie di difesa territoriale messe in campo ai nostri giorni dopo il passaggio delle competenze sull’Adige alle due province.

Il programma

L’inaugurazione della mostra avrà luogo oggi, alle ore 17.30, presso il Museo mercantile di Bolzano. In occasione dell’apertura dell'esposizione, il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, e il direttore dell’archivio provinciale, Gustav Pfeifer, terranno un discorso di benvenuto introduttivo. Seguiranno un intervento di Alessandro de Bertolini, della fondazione Museo storico del Trentino, che offrirà una panoramica storica delle piene dell’Adige. A seguire, Katia Malatesta, dell'archivio fotografico storico provinciale di Trento, dialogherà con il fotografo trentino Giorgio Salomon, mentre Marlene Huber, dell'ufficio Film e media, converserà con Kurt Werth, autore del libro Geschichte der Etsch (Storia dell'Adige).


Terre sommerse – piene e inondazioni dell’Adige nella fotografia regionale sarà visitabile gratuitamente presso il Museo mercantile di Bolzano dal 17 settembre al 17 ottobre, nei giorni feriali dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 17.30. In occasione della Lunga notte dei musei di Bolzano, il 16 ottobre l’esposizione resterà aperta nel pomeriggio dalle ore 16 alle 24.