Abitare la montagna che cambia: in Appennino torna la Scuola di Ecologia Politica

A Castiglione dei Pepoli, dal 16 al 18 ottobre, la settima edizione mette in relazione crisi ambientale, mobilità e diritto ad abitare le terre alte. Candidature entro il 18 settembre.

 

Un versante fragile, un servizio difficile da raggiungere, un paese che perde abitanti o accoglie nuovi residenti. Le trasformazioni della montagna assumono forme diverse, ma finiscono per incontrarsi nella vita quotidiana di chi la abita. Leggere insieme i cambiamenti ambientali e quelli sociali è il punto di partenza della VII edizione della Scuola di Ecologia Politica in Montagna, in programma dal 16 al 18 ottobre a Castiglione dei Pepoli, nell’Appennino bolognese. Per candidarsi c’è tempo fino al 18 settembre.


Il titolo scelto “Movimenti” tiene insieme due prospettive: quella del suolo e degli ecosistemi, interessati dalla crisi climatica, e quella delle persone, alle prese con le possibilità e le difficoltà di spostarsi, accedere ai servizi e continuare a vivere nelle terre alte. Il tema riguarda dunque tanto ciò che accade ai territori quanto le condizioni che consentono di abitarli.

Il futuro dei territori passa dalle condizioni dell’abitare

Boschi, biodiversità e fragilità idrogeologiche saranno affrontati accanto alla mobilità sostenibile e all’accesso ai servizi. È in questa relazione che la Scuola individua una chiave per comprendere l’Appennino: le questioni ambientali entrano nelle scelte di chi resta, di chi parte e di chi vorrebbe tornare, mentre i cambiamenti nella popolazione e nelle forme dell’abitare interrogano il futuro dei territori.


L’Appennino bolognese sarà quindi il luogo concreto del confronto. Spopolamento e ritorni, crisi ambientale e nuove esperienze dell’abitare rendono queste montagne un osservatorio di processi che riguardano anche il resto del Paese. Docenti, ricercatori, autori e realtà locali lavoreranno attraverso lezioni, seminari, tavole rotonde e trekking didattici, portando la discussione anche fuori dalle aule.

La conoscenza nasce anche da chi vive in montagna

Nata nel 2020 proprio a Castiglione dei Pepoli, la Scuola ha costruito il proprio percorso attorno all’incontro tra competenze ed esperienze differenti. A promuoverla sono stati l’Associazione Boschilla, la casa di produzione culturale Articolture e Bottega Bologna APS.


“In questi sei anni abbiamo imparato che fare una Scuola in montagna significa prima di tutto costruire relazioni: tra chi questi territori li abita, chi li studia, chi li amministra e chi prova a immaginarne il futuro”, spiega Andrea Chiloiro, dell’Associazione Boschilla e tra i fondatori della Scuola. “È questa rete, cresciuta edizione dopo edizione, il patrimonio più importante della Scuola”.


Per la nuova edizione, aggiunge Chiloiro, l’obiettivo è leggere le trasformazioni dell’Appennino mentre accadono, “facendo della montagna non soltanto un oggetto di studio, ma un luogo in cui produrre conoscenza e sperimentare possibilità”.


La formula è quella di una scuola residenziale, a numero chiuso e con accesso su selezione. Il confronto coinvolgerà però anche la comunità locale attraverso mostre, proiezioni e appuntamenti pubblici. Da questo incontro nasce MOVIMENTI IN APPENNINO, un percorso partecipativo che, nell’ambito della settima edizione, apre uno spazio autonomo di dialogo con il territorio. L’esperienza di chi vive quotidianamente in montagna entra così nella costruzione delle domande e delle prospettive di lavoro.

Dall’Appennino alle valli tra Italia e Francia

Dopo l’appuntamento di ottobre, il percorso della Scuola proseguirà dal 20 al 22 novembre in Val Vermenagna, nel Cuneese, e in Val Roya, tra Italia e Francia. Al centro dell’edizione piemontese ci sarà il turismo sostenibile, affrontato attraverso lezioni, seminari e trekking didattici dedicati alle specificità delle valli transfrontaliere.


La seconda sede della Scuola è attiva dal 2024, promossa da Noau officina culturale e Nemo – Nuova Economia in Montagna. Il progetto è sostenuto da una rete pubblico-privata che comprende, tra gli altri, Regione Emilia-Romagna, Fondo Interregionale France-Italia Alcotra, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Compagnia di San Paolo.


Per l’appuntamento di Castiglione dei Pepoli, informazioni e candidature sono disponibili sul sito scuolaecologiapolitica.it, con scadenza il 18 settembre. La domanda che accompagnerà il lavoro riguarda da vicino tutte le comunità montane: quali condizioni servono perché abitare questi territori continui a essere una possibilità concreta?