L’aurora boreale torna sulle Alpi: tra il 19 e il 20 gennaio cieli colorati da una tempesta solare

Una importante tempesta geomagnetica ha reso visibile l’aurora boreale sulle Alpi nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2026, colorando i cieli dal Piemonte al Friuli. Un evento spettacolare che si inserisce in una fase di intensa attività solare, con aurore sempre più frequenti anche a latitudini insolite.

Sempre meno rara, sulle Alpi, l'aurora boreale: nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2026 un’importante tempesta geomagnetica ha acceso i cieli dell’Europa settentrionale e portato il fenomeno fino alle nostre montagne, offrendo uno spettacolo cromatico di rara intensità.

Alla base del fenomeno un'espulsione di massa coronale (CME) di notevole portata, partita da una regione attiva del Sole, che ha generato una tempesta geomagnetica di classe G4. Una delle più intense registrate negli ultimi anni. Quando queste particelle ad alta energia interagiscono con il campo magnetico terrestre producono aurore che si manifestano anche a latitudini insolitamente basse, come quelle alpine. Sui cieli delle Alpi, dal Piemonte al Friuli, webcam e osservatori hanno documentato tonalità rosso cremisi, verdi e violacee intrecciarsi sopra l’orizzonte, disegnando archi e fasci luminosi che hanno sorpreso appassionati e astronomi amatoriali.

L’evento si inserisce in una serie di manifestazioni aurorali insolitamente frequenti per questa stagione: già l’11 gennaio scorso un’aurora era stata immortalata sulle Marmarole con forti colorazioni rosse, visibile anche a occhio nudo in alta quota grazie alla stessa fase attiva del ciclo solare in corso.

Gli esperti sottolineano che, pur rimanendo fenomeni tipici delle alte latitudini artiche, le aurore boreali sono diventate più comuni alle nostre latitudini durante i picchi di intensa attività solare: quando la magnetosfera è disturbata da grandi CME, le particelle solari vengono incanalate lungo le linee del campo magnetico terrestre e producono luci polari visibili molto più a sud del solito.

Oltre all’Europa, la stessa tempesta solare ha amplificato l’attività aurorale in Nord America, con previsioni di luci visibili fino a latitudini medie degli Stati Uniti tra il 19 e il 20 gennaio, secondo le agenzie meteorologiche spaziali internazionali.