Oche selvatiche in volo © Drosera - Pixabay
Il disegno di legge sulla caccia approda alla Camera. Il provvedimento ha infatti ricevuto il via libera del Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti. Contro il provvedimento si sono schierate le associazioni ambientaliste che contestano diversi punti della riforma. L'iter del provvedimento era cominciato il 3 luglio 2025 nelle commissioni ambiente e industria mentre le prime proposte sul tema risalgono addirittura a inizio legislatura. Giovedì scorso è iniziato l’esame del ddl: bocciate due pregiudiziali di costituzionalità, si è passati al voto degli emendamenti, all'incirca 900. Dopo due sospensioni dei lavori per mancanza del numero legale, le votazioni sono state rimandate a martedì, giorno in cui è arrivato il definitivo via libera di Palazzo Madama.
Aree di caccia, calendario e organi di controllo
Tra le novità introdotte dal testo, c'è l'ampliamento delle zone interessate dall'attività venatoria, che sarà consentita in parte anche nelle aree protette, ma le aree balneari restano comunque escluse. Saranno poi le Regioni a individuare le altre aree demaniali nelle quali la caccia potrà essere autorizzata. Così come saranno le Regioni ad autorizzare la caccia di selezione agli ungulati e le battute al cinghiale anche in presenza di neve. I visori notturni saranno autorizzati esclusivamente per la caccia al cinghiale.
Viene inoltre eliminato il divieto assoluto di caccia nei pressi dei valichi montani attraversati dalle rotte migratorie degli uccelli, ma in determinati periodi sarà comunque vietato.
Più in generale, vengono diminuiti i poteri dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il suo parere sui calendari venatori regionali perde il valore conformativo e diventa esclusivamente consultivo. La valutazione tecnica sarà condivisa con il comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, un organo che include i rappresentanti stessi dei cacciatori. Restano comunque da rispettare i periodi di riproduzione, migrazione e dipendenza degli animali protetti dalla normativa europea.
Le specie cacciabili e i richiami vivi
La riforma amplia anche l'elenco delle specie cacciabili, con l'inclusione dell'oca selvatica, del colombaccio e del piccione di città. Per quanto riguarda il lupo, il testo recepisce il declassamento del suo status di protezione, stbilito a livello europeo. In concreto la nuova legge apre alla possibilità di piani di contenimento nei casi previsti. L'allevamento dei piccoli uccelli destinati a essere impiegati come richiami viene reso più semplice e il numero degli esemplari utilizzati ampliato.
L'inasprimento delle pene
Parallelamente all'ampliamento di alcune possibilità di esercizio dell'attività venatoria, le pene sono aumentate fino al triplo, rispetto alla normativa precedente. Sono previste sanzioni più importanti per chi caccia nei periodi vietati, per chi abbatte le specie protette o esercita l'attività venatoria nelle aree tutelate.
Le reazioni di ambientalisti e agricoltori
Sul piede di guerra le associazioni ambientaliste. "Nella sua impostazione complessiva il disegno di legge, invece di intervenire su controlli, prevenzione degli illeciti e approccio scientifico nella gestione delle specie orientata alla loro conservazione, apre spazi che ampliano senza limiti la pressione venatoria e indeboliscono, in molti casi cancellandole, le garanzie esistenti" hanno dichiarato congiuntamente tutte le principali sigle, tra cui WWF, LIPU, Legambiente e Mountain Wilderness.
Di tutt'altro avviso la CIA-Agricoltori Italiani, in rappresentanza del mondo agricolo. L’urgenza richiamata dall'associazione si riferisce alla necessità di un nuovo quadro normativo più coerente con le mutate condizioni agricole, ambientali e faunistiche nazionali, al rischio tenuta per le imprese agricole, ma anche alla salvaguardia della sicurezza dei cittadini, sulle strade come nelle aree urbane. “Il buon senso porti alla chiusura rapida dell’iter di approvazione del disegno di legge entro la legislatura. Occorre contenere il proliferare senza controllo degli ungulati mantenendo un equilibrio efficace tra tutela dell’ambiente, attività venatoria e difesa di produzioni, allevamenti e territori rurali".