Rifugio Zamboni - Zappa - Foto di Tiia Monto - Wikimedia Commons CC BY 4.0
Salita al Rifugio Zamboni - Foto CristianNX - Wikimedia Commons CC BY-SA 4.0
Seggiovia di Macugnaga - Foto Tiia Monto - Wikimedia Commons CC BY 4.0
Rifugio Zamboni - Zappa - Foto di Tiia Monto - Wikimedia Commons CC BY 4.0
Parete est del Monte Rosa visto dalla piana del Rifugio Zamboni - Foto BelPatty86 - Wikimedia Commons CC BY-SA 4.0
Seggiovia di Macugnaga - Foto Tiia Monto - Wikimedia Commons CC BY 4.0Nel corso della stagione estiva è possibile che, nella pianificazione delle proprie escursioni, ci si ritrovi a fare i conti con sentieri interdetti. Le ragioni possono essere molteplici, da questioni di sicurezza, quali rischi di crolli e frane, esondazioni di torrenti, necessità di manutenzione ordinaria o straordinaria, o per la tutela della biodiversità, ad esempio per salvaguardare orso e camoscio nella stagione riproduttiva. La lista di motivazioni, che possono portare alla chiusura al pubblico di un sentiero, temporanea o a tempo indefinito, è lunga. Raro ma non impossibile è che la causa sia un sequestro. È esattamente ciò che sta accadendo ai piedi della parete est del Monte Rosa, dove dallo scorso venerdì, risulta interdetto per sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza, il sentiero Zamboni-Zappa, che conduce all’omonimo rifugio, situato a quota 2070 metri nella conca prativa dell'Alpe Pedriola, in Valle Anzasca, nel comune di Macugnaga (VCO).
Il provvedimento è stato emesso nell’ambito di una inchiesta, che ha già condotto agli arresti domiciliari il sindaco di Macugnaga, Alessandro Bonacci, 84 anni, per presunte irregolarità amministrative nei lavori realizzati sul sentiero, che conduce dal Belvedere di Macugnaga al rifugio. L’accusa, nei confronti del sindaco, è di depistaggio, frode processuale e falso materiale in atto pubblico. Avrebbe infatti realizzato una falsa ordinanza comunale, retrodatata, a copertura di lavori avviati sull’itinerario nel 2023, senza le necessarie autorizzazioni, in violazione di norme ambientali e urbanistiche.
Lavori irregolari in un'area ZPS
La vicenda ha inizio nel settembre del 2023, quando viene emessa da parte della Provincia del VCO una ordinanza di sospensione di lavori di sistemazione, avviati sul sentiero Zamboni-Zappa nel corso della primavera, senza richiesta preventiva dell'approvazione della “Valutazione d’incidenza ambientale” (V.I.). L'itinerario, che collega il Belvedere di Macugnaga al rifugio, attraversando un tratto di morena glaciale del Ghiacciaio del Belvedere, ricade in una ZPS (Zona di Protezione Speciale), nello specifico nella ZPS “Monte Rosa". Le ZPS sono state istituite in Italia a seguito di recepimento della Direttiva europea Uccelli, dunque principalmente per la tutela dell'avifauna. Questo status di protezione impone una serie di vincoli e regolamenti per le attività che vi si svolgono, al fine di preservare l'ecosistema e la biodiversità. La V.I. è lo strumento che garantisce, a livello procedurale, il raggiungimento di un equilibrio da uso sostenibile del territorio e conservazione degli habitat. Obiettivo della V.I. è dunque di valutare gli eventuali impatti sull'ambiente dei progetti che si intende mettere in atto sul territorio interessato da una ZPS, approvando esclusivamente quelli che non incidano negativamente sullo stato di conservazione dell'ambiente.
A conclusione delle indagini, nel gennaio 2025, il Sindaco di Macugnaga, avrebbe presentato alla Magistratura, come memoria difensiva, una ordinanza sindacale contingibile urgente risalente al maggio 2023, secondo la quale i lavori di sistemazione dell'accesso del sentiero sarebbero stati avviati per necessità urgenti, ovvero per la pubblica e privata incolumità e per garantire l'avvio della stagione turistica. Come è possibile leggere nella ordinanza, disponibile sul sito del Comune di Macugnaga, la porzione di sentiero compresa tra l'arrivo della seggiovia Pecetto-Burky-Belvedere e la morena glaciale, sulla sponda destra del ghiacciaio, era stata infatti interessata da fenomeni di erosione causati dai movimenti del ghiacciaio nei mesi precedenti. La ditta incaricata dei lavori, veniva in tal modo autorizzata a “realizzare un nuovo collegamento del Belvedere fino all'Alpe Pedriola attraverso il ghiacciaio del Belvedere”. Come evidenziato dalla espressione “nuovo collegamento”, il progetto di sistemazione avrebbe previsto la realizzazione di un sentiero in parte nuovo, per incrementare la sicurezza degli escursionisti.
Il documento, sottoposto a indagini, è stato ritenuto dagli inquirenti un falso retrodatato, realizzato e pubblicato sul sito comunale dopo la sospensione dei lavori avviata nel settembre 2023. Da tale accusa è derivato il successivo arresto del Sindaco nel mese di maggio. L'indagine avviata sull'ordinanza comunale, vede coinvolti anche alcuni dipendenti pubblici.
Su richiesta della Procura di Verbania, accolta dal Gip, il sentiero Zamboni-Zappa è stato posto sotto sequestro preventivo la scorsa settimana. Da venerdì 9 agosto, all’ingresso del sentiero è stato collocato un cartello informativo del sequestro in corso e del divieto di manipolare o rimuovere il sigillo e accedere all’area sequestrata.
Un duro colpo per la stagione turistica
Il sequestro è stato accolto con clamore e perplessità da esercenti e operatori turistici, in quanto realizzato nel pieno della stagione turistica estiva. Conseguenze economiche già sono state evidenziate nell’immediato. Il punto di partenza del sentiero è infatti raggiungibile attraverso la seggiovia Pecetto-Burky-Belvedere, che porta a una quota di circa 1900 metri. Da qui, in circa 45-60 minuti di cammino, era possibile arrivare al rifugio, senza particolari difficoltà. Si tratta infatti di un sentiero classificato come E (escursionistico).
Secondo quanto dichiarato all’ANSA da Filippo Besozzi, direttore di Macugnaga Trasporti Servizi, società che gestisce gli impianti, a sole 24 ore dalla chiusura del sentiero, le vendite dei biglietti sono crollate di oltre il 50%, passando da una media di 800 biglietti per un classico sabato di agosto, a circa 300. Anche da parte dei turisti, giunti sul posto per trovare l’amara sorpresa davanti ai propri occhi, non sono mancate le lamentele.
Gli impianti restano aperti, quel che si auspica è che anche il sentiero possa riaprire al pubblico quanto prima, per evitare ingenti perdite economiche. A tal proposito, il vicesindaco Claudio Meynet, al momento alla guida di Macugnaga, ha informato esercenti e amministratori del paese di essersi già attivato per ricercare una soluzione, che consenta almeno il transito pedonale.
Il rifugio Zamboni-Zappa può essere attualmente raggiunto partendo da Pecetto (TO), risalendo verso i Piani Alti di Rosareccio. Il tempo di percorrenza è decisamente più lungo, pari a circa 2 ore e mezza di cammino.