Il monte Aspiring
Una fase dei soccorsi
Cose dell'altro mondo e in un certo senso è vero, leggendo dell'incredibile storia che giunge dalla lontana Nuova Zelanda, dove un alpinista è sopravvissuto a una rovinosa caduta sul monte Aspiring (3.033 metri), come hanno riferito tutte le principali emittenti e giornali del Paese.
Martedì 28 luglio, i servizi di emergenza hanno avviato un'operazione di salvataggio altamente tecnica in alta quota, quando il compagno di scalata dell'uomo aveva chiesto aiuto pur nutrendo poche speranze, credendo che l'amico fosse morto dopo una caduta di oltre 200 metri, arrestata sull'orlo di un crepaccio. I due avevano raggiunto la vetta della parete sud del monte Aspiring e stavano scendendo lungo una ripida cresta di neve e ghiaccio conosciuta come The ramp, sul ghiacciaio Bonar.
Uno scenario drammatico
L'incidente è avvenuto intorno alle ore 19.00, poco dopo il tramonto. A rendere più complicata la situazione al limite della tragedia, il fatto che l'alpinista caduto aveva con sé tutta l'attrezzatura della cordata, compreso il loro localizzatore. Non avendo modo di chiedere aiuto, il compagno ha iniziato una disperata risalita verso la vetta, con temperature gelide, alla ricerca di copertura per il cellulare. A quel punto è riuscito a chiamare il soccorso alpino di Wakatipu, ma con gli alpinisti a quasi 3000 metri di altitudine, il vento che si intensificava e il maltempo che arrivava da ovest, l'intervento sembrava disperato, anche a prescindere dall'importanza della caduta.
Le squadre di soccorso hanno utilizzato visori notturni per rintracciare l'alpinista che aveva chiesto aiuto, lo hanno recuperato e si sono diretti verso una luce che avevano individuato circa 600 metri più a valle.
Il lieto fine
A quel punto hanno visto il secondo alpinista, incredibilmente in piedi. L'operazione ha preso quindi una piega inaspettatamente positiva: l'uomo è stato rapidamente imbarcato a bordo e riportato a valle. "Ha davvero vinto alla lotteria" hanno dichiarato i soccorritori.
Il monte Aspiring, situato a ovest del lago Wānaka, è la nona montagna più alta del paese e la più alta al di fuori del Parco Nazionale di Aoraki Mount Cook.