Mauro Leveghi e Antonio Montani
Il presidente generale del CAI Antonio Montani oggi è stato ospite a Unomattina, su Rai1. In diretta dal Trento Film Festival, ha fatto il punto sul momento che sta vivendo la montagna insieme al presidente della rassegna cinematografica, Mauro Leveghi.
La montagna: un'antenna sul mondo
Significativa, nell'intervento di Montani, l'attenzione data alla montagna come luogo dove raccogliere le evidenze della nostra contemporaneità. “Trento in questi giorni è la capitale mondiale della montagna, diciamo così. È un luogo che diventa il punto di incontro dove tutti gli amanti della montagna e non solo del cinema si ritrovano”. Cinema e appassionati convergono su una tematica comune: “I documentari hanno una attenzione particolare a porre l'attenzione sul tema dei cambiamenti climatici. Ma perché, certamente, il cambiamento climatico in montagna si vede prima che in pianura. Ci troviamo quindi in un territorio più esposto e naturalmente tutti quello che raccontano la montagna hanno un occhio particolare per questo tema. Non solo, ma è nostro compito riuscire a trasmettere, anche con queste modalità comunicative, il tema a chi in montagna invece non ci va e non può rendersene conto di persona”.
“La montagna è un territorio più esposto della pianura ai cambiamenti climatici. È nostro compito trasmettere quello che percepiamo alle persone che non possono andarci". Antonio Montani
La fatica, punto d'incontro
Nel collegamento con Rai1, Montani ha ricordato come le modalità con cui la montagna sa trasmettere i propri insegnamenti siano allo stesso tempo semplici ma efficaci. “La montagna è condivisione prima di tutto: nella fatica, nella difficoltà, ma anche nei momenti appaganti. Anche condividere un cibo semplice come un panino, dopo avere fatto insieme fatica, contribuisce a rafforzare i rapporti umani e a consolidarli”.
Leveghi ha ricordato quanto le terre alte siano legate alla stretta attualità. “Noi siamo il primo film festival di cinema di montagna al mondo. Siamo nati nel 1952 e da allora il cinema di montagna si è diffuso molto. Oggi ci sono ben 27 festival in 20 Paesi diversi. Questo aiuta ad aumentare la consapevolezza. I racconti che vengono dal cinema di montagna non sono solo le imprese, ma anche le comunità e, in questo particolare momento, ci comunicano anche tanta sofferenza”.
La conclusione di Montani è un invito a godere di una montagna differente da quella patinata del mainstream. “Qua al festival di Trento c'è la possibilità di andare a trovare le chicche nascoste del cinema, come in montagna a noi piace la montagna non troppo frequentata, quella non dei luoghi da selfie, ma quella che puoi godere in grande tranquillità”.