Morso del lupo a Massa Marittima: la Lac contesta l'aggressione

Per l’allevatrice, un lupo l'avrebbe aggredita, causando una ferita da 30 punti di sutura. La Lega per l’abolizione della caccia contesta la ricostruzione e accusa i proprietari di una gestione problematica del gregge e dei cani da guardianìa. Sul caso indagano i carabinieri forestali

 

Ha suscitato reazioni ben diverse tra loro la vicenda di Marisa Aronne, la pastora che afferma di essere stata attaccata e morsa all’orecchio da un lupo nel tentativo di proteggere uno dei suoi cani da guardianìa. L’episodio sarebbe avvenuto domenica 20 settembre, nel grossetano, più precisamente nei pressi di Massa Marittima. Sul caso stanno indagando i carabinieri forestali, che si sono già recati a Campo all’Aia nella giornata di mercoledì alla ricerca di prove o indizi che possano far luce su ciò che è avvenuto la scorsa domenica.

La versione degli allevatori

Secondo quanto descritto da Aronne al TG1, in mattinata tre lupi avrebbero attaccato i cani da pastore che proteggono il loro gregge di pecore, composto da circa 500 esemplari. A quel punto, secondo la pastora, suo fratello avrebbe tentato di scoraggiare i lupi con un bastone mentre lei avrebbe tentato di scacciarli con la voce. Un esemplare in particolare, che – racconta – si stava avventando sul più piccolo dei cani da guardianìa, l’avrebbe a quel punto morsa a un orecchio, provocandole una ferita che ha richiesto un’operazione chirurgica e 30 punti di sutura. 

Secondo quanto diffuso al telegiornale, gli attacchi al loro bestiame da parte dei lupi avrebbero già provocato la morte di oltre 60 pecore e di un cane da pastore negli ultimi cinque anni, sempre nella zona di Valpiana, dove Giovanni e Marisa Aronne gestiscono l’azienda agricola Campo all’Aia. Ai due pastori è giunta la solidarietà di enti e associazioni di settore come Coldiretti Toscana, che chiede “la massima determinazione ad applicare quanto previsto dalle norme europee e nazionali”, scrivono in un comunicato, arrivando a definire gli interventi reputati da loro necessari come una “corsa contro il tempo necessaria per arrivare ad una gestione razionale della specie”, concludono. Ma, oltre a chi ha dimostrato loro vicinanza, c’è anche chi non crede alla versione diffusa dai due fratelli. 

La versione della Lac

A contestare la ricostruzione secondo la quale sarebbe stato un lupo a mordere la pastora è soprattutto la Lega per l’abolizione della caccia, che contesta la veridicità della versione diffusa e afferma di aver attenzionato da tempo l’azienda agricola per presunti maltrattamenti sugli animali del branco e sui cani da guardianìa. In una lunga lettera pubblica dal titolo “Al lupo! Al lupo! Ma non è così” è Raimondo Silveri – il presidente della lega – ad affermare che “da mesi circa 200-300 pecore vagano indisturbate e completamente incustodite nelle pianure di Valpiana nel Comune di Massa Marittima, seguite da un branco di dieci pastori maremmani anch’essi liberi, affamati, incustoditi e pericolosissimi”. 

Secondo le ricostruzioni della lega, erano presenti “pecore che trascorrevano i loro giorni in mezzo alle strade pubbliche, argini, boschi e cani lasciati senza cibo tanto da dover uccidere le pecore per mangiare, lasciando pezzi di carcasse nelle strade e boschi richiamando ovviamente anche l’attenzione di altri predatori come volpi e lupi”, scrivono. La lega, nel comunicato, denuncia come nessuno degli enti preposti sia intervenuto in seguito alle loro segnalazioni, “permettendo così il massacro delle pecore”. A inizio settembre, inoltre, la lega stessa ha depositato “presso la procura della Repubblica di Grosseto, due denunce penali (anche per maltrattamento ed abbandono di animali, nonché l’omessa custodia in luoghi pubblici e pascolo abusivo)”. 

Sono ricostruzioni categoricamente respinte da Marisa Aronne, come riportato da Il Tirreno, con la pastora che si sarebbe detta pronta a sporgere a sua volta denuncia contro la Lac e che difende le condizioni dei suoi cani da guardianìa. 

I dubbi sulla ricostruzione

Ma l'associazione animalista tira dritto. “Sembra strano – afferma la Lac – che il lupo possa attaccare un gregge di giorno, tantomeno con 10 cani da guardiania così grossi, aggressivi e pericolosi per altri animali e per gli stessi proprietari”, riferendosi alle precedenti segnalazioni secondo le quali i cani avrebbero dimostrato comportamenti aggressivi con i passanti: “Per questo diverse segnalazioni ci sono pervenute e pure noi stessi siamo stati oggetto di inseguimenti e tentati attacchi da parte dei pastori maremmani in questione sulle strade pubbliche […] In quanto ai cani da guardiania, stiamo parlando di cani enormi, di razza pastore maremmano, non sterilizzati e lasciati abbandonati a se stessi, tanto da riprodursi e inselvatichirsi”, aggiungono dalla lega.

“Ci sono decine di testimoni, foto, videoriprese redatte anche dal sottoscritto e dai nostri volontari (intervenuti dopo diverse segnalazioni nei mesi scorsi) a dimostrazione che sono gli stessi cani che aggrediscono, per poi cibarsi delle pecore dello stesso gregge”, concludono dalla lega, auspicando accertamenti rapidi e il raggiungimento della verità dei fatti. Come esposto sopra, la vicenda è già al vaglio degli inquirenti. Sul caso stanno indagando i carabinieri forestali, che si sono già recati a Campo all’Aia nella giornata di mercoledì alla ricerca di prove o indizi che possano far luce su ciò che è avvenuto la scorsa domenica. Ulteriori sviluppi sono attesi a breve.