Nord del Camicia: nuova via per Domenico Totani e Pierluigi Carducci: "Un'avventura in un ambiente magico"

I due alpinisti hanno ripetuto in parte il tracciato aperto in invernale per la prima volta mezzo secolo fa, tracciando una variante in uscita. "La via non è molto proteggibile, la roccia è particolare, ma ci siamo divertiti molto"
Verso la cima © D. Totani, P. Carducci

Lo scorso 8 aprile, Domenico Totani e Pierluigi Carducci hanno ripetuto la nord del Camicia, a più di mezzo secolo dalla prima invernale del 1974, un'esperienza che si rivelò tragica per la morte di Piergiorgio De Paulis, precipitato dalla parete. Domenico Alessandri uscì da solo, Carlo Leone venne recuperato da un elicottero. 


Per l'alpinista abruzzese e il suo compagno, l'esperienza di pochi giorni fa è stata di tutt'altro tenore: vissuta con il dovuto rispetto e un'attenzione massima alle condizioni della parete, ma con uno spirito giocoso. L'apertura mentale a "leggere" e "sentire" quanto il Camicia aveva da dire in questa invernale, fuori stagione solo per il calendario, ha permesso a Totani e Carducci di ripercorre in parte il percorso originario, e in parte di tracciare una variante nella parte sommitale. "Non siamo partiti prestissimo perché io non avendo avuto tempo non ero riuscito a guardare la parete, quindi ci siamo presi il tempo di dargli una occhiata. Abbiamo attaccato alle 7.15, abbiamo affrontato la prima parte, brutta, erbosa, che abbiamo fatta slegati. Poi ci siamo legati e la via, pur essendo molto poco ripetuta, ci ha regalato qualche chiodo di passaggio, cioè una sosta; è stato molto figo trovare questi segni su questa parte. Credo che come cordata siamo andati a un ottimo ritmo, infatti intorno alle 5.30 eravamo nel canale di uscita. I passaggi sono veramente belli e devo dire che la via era in ottime condizioni, quindi ci siamo divertiti molto".

Il valore dell'esperienza in questo caso risiede molto nel carattere avventuroso e storico del percorso, una vera e propria immersione in un tempo e in una dimensione differente. Anche per il tipo di approccio richiesto. "La via non è molto proteggibile, ma d'altronde si sapeva. La roccia è un po' particolare. La parte bassa del canale era ottima perché erano passate delle grosse valanghe e quindi eravamo su un terreno molto ben trasformato, duro, riuscivamo ad andare abbastanza veloce. La parte alta invece era facile ma la neve iniziava a sfondare. Ci siamo slegati, gli ultimi trecento-quattrocento metri di dislivello sembravano pericolosi come uscita".

Condizioni delicate su misto © D. Totani, P. Carducci

Il Camicia risente molto di condizioni ambientali che lo vedono vicino al mare, a quote relativamente basse. "Si parte da più o meno da poco più di mille metri di quota per uscire a 2500. In quei 1000-1200 metri di dislivello possono cambiare molto le condizioni. In alto non avevamo abbastanza fiducia per uscire sul percorso classico, per cui, ragionando, ci siamo detti di provare a uscire su una parete a destra del canale. Abbiamo scalato un po' di sera, poi abbiamo deciso che era meglio fermarsi e dormire. Ci è costato un po' non uscire in giornata, ma in realtà ci siamo divertiti tanto, abbiamo fatto dei tiri bellissimi. Stringendo un po' i denti la notte è passata. Ce la siamo vissuta piuttosto bene. Al mattino c'erano ancora dei tiri belli, quindi siamo finiti sulla crestina da cui si poteva uscire in cima. Le condizioni erano bellissime, come esperienza è stata molto, molto carina. Siamo scesi a piedi al sole, scherzando un sacco. Non la dipingerei come una cosa epica, alla fine è solo la ripetizione di una via poco battuta, sicuramente su una parete severa, quello sì, per cui la soddisfazione c'è stata. E poi abbiamo scalato con il mare alle spalle, il che rende tutto magico".

I gradi proposti per la variante di uscita sono AI4+, M4/M5, mentre sull'itinerario originale i due alpinisti hanno riscontrato difficoltà di alpine ice fino a 4, M5/M6 di misto.