© Soccorso Alpino e Speleologico MarcheAd una mera osservazione dei dati statistici del Soccorso Alpino e Speleologico, si potrebbe tranquillamente affermare che andare in cerca di funghi è pericoloso come praticare alpinismo e i numeri parlano chiaro: ogni anno il CNSAS soccorre in media quasi 400 persone e la mortalità si attesta sul 10%.
“Certo, i funghi sono ottimi, soprattutto con la pasta o nei risotti, ma la loro ricerca può diventare molto pericolosa,” esordisce Fabio Bristot con un sorriso “spesso si sottovalutano i rischi associati a questa attività, che negli ultimi cinque anni ha visto coinvolte in media 383 persone all’anno, con un picco di 432 incidenti nel 2022”
Secondo Bristot, un errore comune è considerare la raccolta funghi come un’attività priva di rischi: “Molti pensano che la ricerca dei funghi sia semplice e sicura, non consultano i bollettini meteo, non conoscono adeguatamente il territorio e soprattutto trascurano l’importanza delle calzature idonee. Il risultato è che ogni anno ci ritroviamo a soccorrere persone ferite, disperse o, purtroppo, decedute”.
Il confronto con l'alpinismo, apparentemente lontano, è sorprendentemente calzante: “Abbiamo cercato di associare i dati relativi ai decessi, ai dispersi non individuati e alle persone con funzioni vitali compromesse a quelli delle attività tradizionalmente considerate ad alto rischio, come l'alpinismo o l’arrampicata” continua Bristot “e i numeri parlano chiaro: nel 2005, ad esempio, si sono registrati oltre 500 soccorsi legati alla raccolta di questo edibile, di cui 43 decessi. Di questi, 37 persone indossavano stivali non adatti, che sì, proteggono dalle intemperie, ma non offrono la giusta presa su terreni scivolosi.”
Alla luce di questi dati preoccupanti, Il Soccorso Alpino e Speleologico sottolinea l’importanza di una maggiore sensibilizzazione: “È necessario incrementare l’attività preventiva, in collaborazione con il CAI e le Guide Alpine italiane, per educare i cercatori di funghi sui rischi che corrono. Informarli sull’importanza di prepararsi adeguatamente, conoscere il territorio e utilizzare calzature appropriate potrebbe fare la differenza.”
La raccolta funghi, dunque, si conferma un'attività affascinante ma non priva di pericoli. Le parole di Fabio Bristot ci ricordano quanto sia fondamentale affrontarla con la giusta consapevolezza e preparazione, per evitare che una semplice passeggiata nel bosco si trasformi in tragedia.