Mani che hanno dato © IG Stefano Ghisolfi
Ghisolfi su Ratstaman Vibrations © IG Stefano Ghisolfi
Alex Megos su Ratstaman Vibrations © Alex Megos
Stefano con la moglie Sara Grippo dopo la salita © IG Stefano GhisolfiLa prima ripetizione femminile di Bibliographie da parte di Janja Garnbret ha sviato inevitabilmente un po' l'attenzione su quello che è successo nei giorni scorsi a Céüse, ma Stefano Ghisolfi continua una stagione prolifica, aggiungendo al proprio curriculum la ripetizione di Ratstaman Vibrations. Questo 9b è una delle linee più ambite della celebre falesia francese, che aveva già visto il climber piemontese protagonista anni fa a pochi metri di distanza, proprio sul monotiro salito nello scorso fine settimana dalla slovena.
Con questa salita, l'italiano raggiunge quota dodici vie di grado 9b, confermandosi tra i climber più forti e completi della sua generazione e questa ripetizione arriva dopo mesi particolarmente proficui anche nel boulder, con ripetizioni di blocchi come Gioia (V16), Dreamtime (V15), Story of Two Worlds (V15) e Big Illusion (V15).
“Ratstaman Vibrations, il mio dodicesimo 9b, l'ho chiuso abbastanza velocemente. Avevo provato la via per un paio di giorni nel 2022, quando era ancora un progetto. In questo viaggio mi sono servite altre sei sessioni per chiuderla. Dopo aver affinato le sezioni e collegato i due crux, mi sentivo pronto per tentativi seri: sono caduto due volte alla fine del secondo crux il settimo giorno e l'ho completata l'ottavo, sanguinando forse un po' troppo" ha scritto Ghisolfi su Instagram.
Una linea che ha atteso dieci anni per essere liberata
La storia di Ratstaman Vibrations inizia nel 2012, quando la via viene attrezzata da Chris Sharma. Per anni resta uno dei grandi enigmi irrisolti di Céüse, attirando tentativi da parte di alcuni dei migliori climber del mondo, tra cui Seb Bouin e Charles Albert. Nonostante il prestigio della linea, nessuno riesce a completarla fino al luglio 2022, quando proprio Alex Megos, già autore della prima salita in libera di Bibliographie, incantena anche questo progetto.
La seconda ascesa arriva soltanto nell'agosto 2025 grazie al tedesco Yannick Flohé, che investe circa trenta giornate di lavoro sul progetto. Dopo la salita, Flohé suggerisce persino un leggero aumento del grado, da 9b a 9b/+. “Alex ha gradato questa via 9b, ma a volte non è pienamente consapevole della propria forza. Per questo credo che un piccolo upgrade sia giustificato. Spero che altri forti climber vengano a provarla in futuro” aveva detto al momento della salita. Parole di un certo rilievo, soprattutto considerando che Flohé è stato il primo climber nella storia a flashare un boulder di grado V15 e che ha definito Ratstaman Vibrations la salita di cui va più orgoglioso nella sua carriera su roccia.
La storia continua su Bibliographie
La ripetizione di Ratstaman Vibrations rappresenta anche il più recente capitolo di una storia che negli anni ha intrecciato spesso i percorsi di Stefano Ghisolfi e Alex Megos. I due si sono ritrovati più volte sugli stessi progetti. Uno degli episodi più significativi risale al 2018, quando Megos realizza la prima salita di Perfecto Mundo a Margalef. Quel giorno, ad assicurarlo, c'era proprio Ghisolfi, che stava anch'egli lavorando sulla via.
Dopo la salita, il tedesco gli dedicò parole di ringraziamento:"Un enorme grazie al mio buon amico Stefano Ghisolfi per avermi fatto sicura durante il send, per essere una grande fonte di motivazione e una vera ispirazione".
Negli anni successivi il dialogo tra i due si è spostato anche sul terreno, spesso delicato, del grado. Il caso più noto è quello, sopra accennato, di Bibliographie a Céüse. Dopo la prima salita di Megos, inizialmente proposta come 9c, fu proprio Ghisolfi a realizzarne la prima ripetizione e a suggerire che il grado corretto fosse probabilmente 9b+. Invece di difendere la propria proposta iniziale, Megos accolse apertamente il confronto. “Ho sempre avuto la sensazione che il 9c potesse non essere il grado corretto per questa via. Forse la pressione da parte della comunità dell'arrampicata mi ha influenzato nella decisione. Inoltre, inizialmente pensavo che il numero di giorni spesi su una via fosse il miglior indicatore della sua difficoltà.
Avendo passato 60 giorni su Bibliographie, doveva essere più dura di qualsiasi cosa avessi mai scalato prima. Ma a un certo punto mi sono reso conto di essere così convinto di avere la beta giusta da avere smesso di provare alternative” Alex Megos
Una posizione rara nell'arrampicata e nello sport di alto livello in generale, e che contribuì a trasformare quello che avrebbe potuto essere un dibattito di orgoglio in un esempio di onestà intellettuale e rispetto reciproco.