'Stirpe', una nuova via sulla sud-est della Granta Parey

300 metri di sviluppo, difficoltà fino al 7b e 7a obbligatorio per il nuovo itinerario tracciato da Bepi Vidoni, Richard Tiraboschi e Tommaso Vection in Valle d’Aosta. "Difficoltà non elevate, ma mai banali, quel piccante dove scalare con la testa conta".

 

La parete sud-est della Granta Parey non gode di ottima fama tra gli arrampicatori. La regina della Val di Rhemes, sebbene sia una montagna piuttosto estetica, è infatti considerata una parete caratterizzata da roccia marcia e poco affidabile. "In realtà, è una parete di calcare ‘dolomitico’ con tiri super. Ma ovviamente, in montagna non tutto si può tirare: dopotutto è così anche in Dolomiti" scrive Bepi Vidoni sui social, riferendosi alla necessità di valutare bene le prese da sfruttare quando si arrampica in contesto alpinistico. 

E proprio andando alla ricerca dei settori più estetici della parete è nata Stirpe, la nuova via aperta da Bepi Vidoni, Richard Tiraboschi e Tommaso Vection.

Una parete che ha ancora molto da dire

L'apertura arriva dopo la ripetizione di Gioia Nera, via recentemente aperta da Amadio e Benato, che i tre arrampicatori consigliano per conoscere il carattere della parete. "Dopo la recente apertura di Gioia Nera da parte di Amadio e Benato, anche io e Richard decidiamo, incuriositi, di andare a ripetere la via, visto che gli amici che l’hanno già scalata ce ne hanno parlato bene. Durante l’avvicinamento, stupiti, vediamo che alla base ci sono altre due cordate. Non penso sia mai successo, su questa parete, di trovare così tanta gente - racconta Vidoni -. Mentre aspettavamo il nostro turno per attaccare, abbiamo subito notato la bella placca iniziale di calcare grigio e quindi abbiamo deciso di perlustrare la parete e vedere com’erano anche le altre colate" continua. Ai due alpinisti rimane in mente una placca nera sulla sinistra, così, tornati a casa, chiamano Amadio per informarsi su quali altre vie ci fossero in parete: la placca nera è vergine. 

Una nuova via

"Parlandone anche con Tommaso, non abbiamo avuto dubbi: volevamo aprire anche noi una via lì". Così, a metà agosto sono Giuseppe Vidoni e Tommaso Vection ad approcciare la parete, essendo Richard impossibilitato a venire. Ma quel giorno i due aprono solo due tiri prima del peggioramento del meteo. 

La volta successiva la squadra è composta da Vidoni e Tiraboschi: "Entusiasti della roccia che troviamo, facciamo una giornata lunga e completiamo la via fino in cima" scrive ancora Vidoni.

"A questo punto manca solo una cosa: ripeterla e liberarla integralmente. Stavolta ce la facciamo a trovarci tutti e tre, passando una bella giornata ad arrampicare e liberare la via". 

"Si incontrano difficoltà non elevate, ma mai banali, mantenendo quel piccante dove scalare con la testa conta". Bepi Vidoni

La linea, di circa 300 metri di sviluppo, alterna tiri spittat protetta e possibilità di protezione tradizionale. È principalmente attrezzata a spit, con alcuni chiodi e la possibilità di integrare a friend. Le difficoltà arrivano fino al 7b, con un grado obbligatorio di 7a"Difficoltà non elevate, ma mai banali, mantenendo quel piccante dove scalare con testa conta". I due tiri più belli sono il terzo e l'ottavo, sia per la qualità della roccia sia per la scalata", conclude Vidoni, che si è recentemente distinto per salite come la traversata da Chamonix a Courmayeur per la via Cassin in 14 ore e 28 minuti insieme a Gabriele Carrara e una solitaria di 19 ore su due vie di Patrick Gabarrou alla Sud del Cervino.