Trilogia alpina per Lara Neumeier, seconda donna al mondo a riuscirci

La scalatrice tedesca ha salito anche 'Des kaisers neue kleider' (8b+), l'ultima multipitch che le mancava per completare il celebre tris delle vie di Beat Kammerlander, Thomas Huber e Stefan Glowacz

 

Le caselle spuntate erano già due su tre a settembre dell'anno scorso, dopo che Lara aveva salito Silbergeier in giugno e End of silence tre mesi più tardi. Ora è arrivato anche il tanto atteso tris con Des kaisers neue kleider (8b+), che permette alla scalatrice tedesca di completare la trilogia alpina, prima donna in assoluto a riuscirci.

Tre vie, tre miti

La cosiddetta trilogia alpina è nata nei mitici anni '90, da tre degli scalatori germanici più influenti della decade: Beat Kammerlander, Thomas Huber e Stefan Glowacz. Si compone di tre multipitch che potevano e possono tutt'ora essere considerati dei punti di riferimento per l’arrampicata sportiva sulla “lunga distanza”. Ognuna di queste salite propone non solo una difficoltà tecnica che per gli anni delle aperture era decisamente all'avanguardia, ma un'arrampicata sostenuta su più tiri, ovviamente con una chiodatura che non è per niente quella della falesia.

Gli “eletti”

Solo un ristretto gruppo di scalatori è stato in grado di ripetere tutte e tre le vie: il primo in assoluto è stato Stefan Glowacz nel 2001, la prima donna è stata Barbara Zangerl nel 2013.

Neumeier ha iniziato la sua personale trilogia dal Rätikon, Svizzera, con Silbergeier (8b+, 6 tiri), scalata il 10 giugno. Poi, il 26 agosto, ha ripetuto End of Silence, (8b+, 11 tiri), sulle Alpi di Berchtesgaden, in Germania.

 

Con la salita di Des kaisers neue kleider (8b+, 9 tiri), portata a termine una decina di giorni fa, Lara ha chiuso tutte e tre le vie, nell'arco di 12 mesi. Durante la salita, la tedesca è stata assicurata dal connazionale Michi Wohlleben. In totale, Neumeier ha trascorso 12 giorni a lavorare la via, tra l’autunno 2025 e la primavera 2026.

Una scalata da non banalizzare

Se è vero che la trilogia è stata completata da 11 climber, non si può dire che il tempo trascorso abbia tolto fascino o difficoltà a queste multipitch. Prendiamo proprio Des kaisers neue kleider: salita per la prima volta da Stefan Glowacz nel 1994, corre lungo la Fleischbank nel Wilder Kaiser e impone un'arrampicata esposta, lunghi tratti tra una protezione e l'altra e una difficoltà tecnica che richiede allo scalatore non solo forza e resistenza, ma abilità nella lettura. Il racconto di Lara riporta bene l'impegno richiesto: “Ho trascorso alcuni giorni su 'Des kaisers neue kleider' in autunno, sperando di completare la trilogia prima della fine dell’anno. A novembre 2025 avevo trascorso abbastanza tempo sulla via per sapere che era possibile. Tuttavia, la stagione stava per finire, ha iniziato a nevicare e le giornate si accorciavano (…). A fine maggio sembrava che il tempo stesse cambiando e la neve lassù si stesse sciogliendo. Ero fiduciosa, sapendo di esserci già andata vicina alla fine dell’anno precedente (…). Le condizioni nei primi giorni, però, non erano facili. Aveva nevicato di nuovo nei giorni precedenti al mio arrivo. Il primo giorno era fresco, ma il secondo giorno ha piovuto e tutta la parete era bagnata (…). Il terzo giorno è stato finalmente buono. Dopo quei tre giorni mi sentivo sicura sui primi sei tiri. L’unico che non ero riuscita a controllare correttamente era l'ultimo, il chiave. Ma avevo già una buona sensazione generale”.

 

“L’unico tiro che non ero riuscita a controllare correttamente era l'ultimo, il chiave”.  Lara Neumeier

Il momento cruciale

E proprio sul chiave di 8b+, Lara è caduta nel suo primo tentativo, piuttosto esaurita a livello di energie fisiche e mentali. Il temporaneo fallimento le ha lasciato sensazioni contrastanti, compresa l'incertezza legata alle proprie possibilità di successo future. In più, una troupe stava seguendo le sue gesta, aggiungendo pressione a quel risultato che voleva conseguire. Le rimaneva solo un giorno a disposizione, il 4 giugno. “I primi quattro tiri sono andati bene. Poi, sul quinto tiro, un’importante presa rovescia, proprio prima del passaggio chiave, era bagnata. Sono salita con i jumar, ho asciugato la presa il meglio possibile, sono tornato alla sosta e ci ho riprovato. La presa era ancora leggermente umida, ma sono riuscita a passare al primo tentativo”.

A quel punto rimaneva solo il temuto chiave: “Ho cercato di rilassarmi e recuperare un po’. Era il tiro che mi aveva respinto l’ultima volta. Sapevo esattamente quanta tensione muscolare fosse necessaria e sapevo che, dopo tutto quello che avevo passato sotto, non sarei stata al massimo della forma. Ma sapevo anche di essere più preparata (…). Dopo una lunga pausa, ci ho provato e l’ho superato al primo tentativo. Quando ho agganciato la catena, sapevo che sarei arrivata in cima e ci siamo arrivati alle 19.00. Mi sentivo sollevata, felice, orgogliosa”.