Vipera aspis, la colorazione può variare
Vipera aspis
Vipera berus
Vipera ammodites
La pupilla è sempre ellittica
Nella nostra serie di articoli dedicati agli animali della montagna, abbiamo trattato specie che l'escursionista desidera incontrare durante un trekking, come il camoscio, lo stambecco, la marmotta, l'aquila, ma anche altre che incutono più timore, come il lupo e l'orso. Ci sono poi creature che nessuno vorrebbe trovare sul proprio cammino, come la vipera.
Ne abbiamo parlato con Mattia Panzeri, biologo in conservazione della fauna e abbiamo imparato che spesso il pericolo associato a questo serpente è sovrastimato, per alcune errate convinzioni che si sono trasmesse attraverso la cultura popolare negli anni. La prudenza è sempre d'obbligo in caso di incontro, ma non ci sono motivi perché il rispetto sconfini nella paura o nel panico.
Quando morde la vipera?
Nel 99% dei casi il morso è dovuto all'azione dell'uomo. Non vuol dire che ci sia colpa, ma la vipera morde perché presa alla sprovvista o perché si sente intrappolata, sempre. Per le dimensioni che abbiamo, ovviamente la vipera ci vive come un pericolo. E bisogna ricordare che per la vipera produrre il veleno è molto dispendioso, inoltre le serve per cacciare. Insomma, non lo spreca.
La vipera può mordere anche senza iniettare veleno?
Sì, può dare un morso di avvertimento. Può mordere senza estroflettere i denti, oppure senza spremere le ghiandole salivari. Può mordere con una o due zanne, non è detto che riesca ad afferrare bene. Per cui attenzione a quello che si sente dire, sul fatto che bisogna trovare il segno dei due denti per decretare che sia un morso di vipera. Non è sempre vero.
Per chi non è mai stato morso, quale sensazione si prova?
È doloroso quasi come la puntura di un'ape. Il calzino o il pantalone possono non essere sufficienti come barriera, poi dipende anche da come sono strutturati, un dente è lungo tra i 2 e i 5 millimetri. Per capirci, gli erpetologi usano dei guanti speciali anti-morso quando le maneggiano, oppure possono usare anche guanti da saldatore che sono sufficientemente spessi e robusti per non subire il morso.
Quali sono gli avvertimenti che la vipera dà prima di attaccare?
L'animale si ingrossa e soffia, emette dei lunghi sibili, una specie di soffio fischiato. Assume una postura terrifica e inizia a ritrarsi, a esse. In diversi casi agita la coda.
Dopo l'avvertimento parte inevitabilmente l'attacco?
Non necessariamente. Se possibile, l'animale scappa. Se però mettiamo un piede o una mano sopra la vipera, oppure se mettiamo una mano o un piede in un buco da dove non può fuggire, la reazione istintiva può avere il sopravvento. Comunque, se l'animale si trova sul sentiero, basta battere i piedi o un bastone e scappa. La vipera è sorda, ma è molto sensibile alle vibrazioni sul terreno.
Bugie sul comportamento delle vipere?
Non ti inseguono, i piccoli non piovono dalle piante perché le vipere non partoriscono sugli alberi, per loro sarebbe illogico e faticoso. Non si può catturare una vipera con una bottiglia che contiene latte perché non lo bevono. Possono fare dei piccoli balzi in avanti, quello sì, ma non si lanciano per metri, ecco. Un'altra cosa che sento dire molto spesso e che mi fa ridere è che sono state reintrodotte lanciandole dagli elicotteri: mai successo.
Come le puoi riconoscere? Spesso non è semplice applicare le solite “regole” di identificazione in mezzo al bosco.
È vero. La pupilla ellittica e le squame piccole e disordinate sul capo sono segnali inequivocabili, ma mi rendo conto che non sempre l'osservazione è facile. La vipera comunque si muove lentamente: se vedete un serpente che fugge rapido non è una vipera. È tozza, ha la testa triangolare, il colore invece non è un indicatore. Anche se la maggior parte delle vipere presenta una livrea caratteristica, con un disegno “a zig-zag” sul dorso, esistono vipere di colore e livrea differente spesso selezionato dell'ambiente in cui vivono.
Come partoriscono le vipere?
Le uova vengono schiude dentro la madre stessa, una caratteristica che è utile per difenderle dalle gelate e dai predatori. I piccoli vengono espulsi quasi come un mammifero. Gli accoppiamenti iniziano a maggio-giugno, il parto avviene ad agosto. Non è vero che i piccoli sono più velenosi degli adulti. Mordono con più facilità, perché sono meno esperti e sono più “spreconi” nella gestione del veleno.
Come si può definire la presenza delle vipere oggi in Italia?
L’Italia ospita cinque specie di vipere: Vipera aspis (vipera comune), Vipera berus (marasso), Vipera ammodytes (vipera dal corno), Vipera ursinii (vipera dell’Orsini), Vipera walser (vipera dei Walser). C'è stato un tempo in cui sono state perseguitate per scopi farmaceutici, circa un centinaio di anni fa, si faceva l'antidoto estraendo il veleno. Ma le minacce attuali sono prevalentemente legate alla perdita e la frammentazione degli habitat, al cambiamento climatico, alla presenza di specie invasive e alla persecuzione da parte dell’uomo. Dal punto di vista conservazionistico, la vipera dell’Orsini è considerata vulnerabile, mentre la vipera dei Walser che è localizzata nel Biellese è considerata a rischio di estinzione.
Cosa mangiano e da chi vengono predate?
Mangiano in prevalenza piccoli roditori, che vengono morsi e uccisi con il veleno. L'animale morso si allontana per qualche decina di metro, puoi muore. La vipera segue le impronte olfattive che incontra e lo ritrova. La vipera così non rischia la reazione dell'animale. I predatori della vipera sono rapaci come il biancone o altri rapaci e corvidi. Anche mustelidi come la donnola e la faina e persino altri serpenti come il biacco.
Dove le possiamo trovare?
Sono specie che si trovano prevalentemente lungo le fasce ecotonali, ovvero dove vi è un cambio abbastanza netto di habitat, ad esempio lungo i margini di arbusteti, tra rocce e vegetazione. Possono trovare riparo sotto le rocce, ma non disdegnano i tronchi a terra, le fascine di legna. Mentre in inverno vanno in profondità, in spazi definiti “hibernacula”, ma non scavano attivamente.
Cosa non bisogna fare se si viene morsi?
Non bisogna succhiare via il veleno, non bisogna stringere l'arto con il laccio emostatico. È bene mantenere la calma, perché per un morso di vipera non si muore se non c'è una reazione allergica. Bendare è utile, da dieci centimetri sopra fino a dieci centimetri sotto la zona morsa, ma senza stringere, perché se si preme troppo il rischio è che il veleno passi nel circolo linfatico. Bisogna andare in ospedale, dove generalmente si viene tenuti sotto osservazione, ma il siero non viene più somministrato, perché erano più le reazioni avverse che i benefici.