Alpinisti amputati innamorati delle cime del mondo

Andrea Lanfri e Massimo Coda hanno portato a termine la traversata dal massiccio del Monte Rosa, senza riuscire a scalare tutti i suoi “quattromila” a causa del maltempo. Ma il loro feeling e i loro progetti alpinistici non si fermano

Coda Lanfri Monte Rosa

Coda e Lanfri durante la traversata del Monte Rosa © Archivio Andrea Lanfri

In montagna non bisogna tentare la vetta a tutti i costi. Un buon alpinista è capace di saper rinunciare quando le condizioni, personali, meteorologiche o ambientali, non permettono portare a termine la salita. Lo sanno bene Andrea Lanfri e Massimo Coda, i due scalatori amputati che formano il team “Due uomini e una gamba”, protagonista del progetto “2onePeaks”, patrocinato dal Cai.

Ostacolati dal maltempo

Partiti a fine giugno da Gressoney, i due, lucchese il primo, biellese il secondo, intendevano compiere la traversata del massiccio del Monte Rosa da Gressoney fino a Cervinia, salendo tutte le 21 cime superiori ai 4000 metri. Ma le avverse condizioni meteo non hanno permesso loro di compiere tutte le scalate e i due, per i rispettivi impegni di vita e di lavoro, non hanno avuto il tempo di attendere che la situazione meteorologica migliorasse.
Una cordata, la loro, già rodata e affiatata: insieme, hanno già salito la Marmolada, il Gran Paradiso, il Monte Bianco e il Monviso.
Lanfri, classe 1986, da sempre appassionato di montagna, dal 2015 è senza gambe e senza sette dita delle mani a causa di una meningite fulminante con sepsi meningococcica. Ciò non ha scalfito la sua voglia di vivere: è diventato atleta paralimpico della Nazionale italiana, oltre che alpinista e climber.

«Avevo già salito diversi “quattromila” del massiccio del Rosa, ma mi sarebbe piaciuto unirli in un’unica traversata. Il maltempo ha modificato la nostra tabella di marcia. Avremmo avuto bisogno di qualche giorno in più, che purtroppo non avevamo a disposizione. Abbiamo dunque raggiunto solo le vette obbligatorie per arrivare a Cervinia», racconta. «Devo dire che questo per me non era l’obiettivo dell’anno. Dal 2019 mi sto allenando per salire le Seven Summits (le montagne più alte di ogni continente, ndr), alcune delle quali intendo scalarle con Massimo».

Lanfri Coda Capanna Margherita

Il maltempo alla Capanna Margherita © Archivio Andrea Lanfri

I progetti di Andrea Lanfri

Un progetto, questo delle Seven Summits, che doveva iniziare lo scorso anno con la salita dell’Everest, ma

«la spedizione è saltata a causa della pandemia. Ho dunque iniziato con il Monte Bianco, che ho salito a luglio 2020 con Massimo. Quest’anno volevo proseguire con l’Elbrus, ma, sempre a causa del Coronavirus, non sono riuscito a ottenere il visto per il viaggio. Il prossimo inverno, di nuovo con Massimo, tenterò il Kilimangiaro».

Oltre alle Seven Summits, Lanfri è impegnato in un altro progetto, che ha chiamato “From 0 to 0”:

«Si tratta di partire dal mare, a quota zero, raggiungere una montagna in bicicletta, scalarla e tornare al mare di corsa. Ho già salito il Pisanino sulle Apuane, l’Etna e il Gran Sasso. Quest’ultimo l’ho scalato nell’ambito di un coast to coast Adriatico-Tirreno. Ora prevedo di salire sul Monte Rosa a settembre, partendo dalla costa ligure. Questa traversata, dunque, ha rappresentato per me una sorta di allenamento. Per ora non abbiamo intenzione di ritentare».

Lanfri è un atleta quasi a tempo pieno. «Mi alleno tutti i giorni, almeno per mezza giornata, la mattina o il pomeriggio. Da quando, nel 2019, ho smesso di praticare l’atletica leggera per dedicarmi ai viaggi e alle esplorazioni, ho iniziato a unire più discipline in ogni seduta. Il progetto “From 0 to 0” è nato anche da questa nuova modalità».

Monte Rosa Panorami

Straordinari panorami dal massiccio del Monte Rosa © Archivio Andrea Lanfri

In montagna nonostante i tanti impegni di lavoro

Dal canto suo, Massimo Coda ha subito l’amputazione di una gamba dopo essere rimasto vittima di un grave incidente in montagna nel 2009. Da allora continua a praticare l’alpinismo con una protesi al titano dal ginocchio in giù. Anche lui conferma che

«sul Monte Rosa il meteo ha reso impossibile provare molte salite. Ora mi sto preparando per scalare, sempre con Andrea, qualche cima del Breithorn a inizio agosto e, soprattutto, per ritentare la vetta del Cervino alla fine del mese».

Il prossimo inverno, come accennato sopra, è in programma il tentativo di raggiungere la cima del Kilimangiaro (e anche del Monte Kenya), in cordata con Andrea.

«Non salirò tutte le vette del suo progetto, ma solo le più fattibili. Soprattutto quelle che richiedono meno tempo e preparazione».

Coda conferma quanto detto da Lanfri sull’ipotesi di ritentare la traversata del Rosa con la salita a tutti i suoi “quattromila”. «Non ne abbiamo parlato, per me è molto complicato organizzare un’intera settimana da dedicare totalmente all’alpinismo. Magari saliremo singolarmente, in futuro, i “quattromila” del massiccio che ancora ci mancano».

Lanfri Coda Rifugio Guide Cervino

Al Rifugio Guide del Cervino © Archivio Andrea Lanfri

Allenamenti in funzione del prossimo obiettivo

Per lui, allenarsi tutti i giorni è impossibile. «Lavoro dalle sette di mattina alle sette di sera tutti i giorni infrasettimanali. Qualche volta riesco ad andare in palestra o ad arrampicare in falesia, ma principalmente mi dedico alla montagna nel fine settimana». I suoi allenamenti dipendono dall’obiettivo più vicino che si è posto. «In vista della traversata sul Monte Rosa, ad esempio, ho compiuto diverse lunghe escursioni con uno zaino dal peso simile a quello che avrei avuto durante la traversata. Poi sono andato spesso a scalare sul Mucrone, cosa che del resto faccio regolarmente».

Sul numero di settembre di Montagne360 i lettori troveranno un articolo che racconta in maniera approfondita il progetto “2onePeaks”.