Ronzo Chienis vista dal Monte Creino © Wikicommons
Al centro della foto la Val di Gresta, sotto il Monte Stivo © Wikicommons
Lo stato di avanzamento dei lavori al momento dell'ultimo sopralluogo © Gianni Carotta
La piattaforma in costruzione © Gianni Carotta
La vista sul Lago di Garda © Gianni Carotta
Lo sbancamento necessario all'installazione dei tronchi di larice © Marco Cassisa
Dopo la contrarietà al progetto di SAT ed Europa verde, oltre che un riscontro sulle piattaforme social decisamente negativo, il progetto Cinema sul Garda sul Monte Creino riceve un deciso pollice verso anche dal Wwf. "Da lassù il Garda si ammira da sempre, senza bisogno di aggiunte. Che senso ha allora spendere risorse per attrezzare un poggiolo naturale?" chiede l'associazione ambientalista.
La discussa terrazza
Il Creino (1.291 metri) è un luogo di grande pregio ambientale, dove la presenza dell'uomo nei secoli si è integrata in maniera discreta con la natura. Il monte delimita a ovest la Val di Gresta, un territorio caratterizzato da un altopiano vocato alle coltivazioni di ortaggi e solcato da diversi sentieri, che salgono dalla Valle della Sarca o che portano verso il Monte Velo e il Monte Stivo. Il traffico è ridotto, il turismo prende la forma di un escursionismo mai congestionato, a cui si aggiungono gli appassionati di mountain bike. Nell'area alle pendici dello Stivo, nel corso degli ultimi anni si sono aggiunti un'area camper e alcune piccole strutture ricettive.
Siamo ben lontani dai problemi legati all'overtourism del fondovalle e le amministrazioni locali si sono ingegnate, di concerto con l'ente locale di promozione turismo, per incentivare la presenza, o "l'attrattività". Da qui anche l'idea di realizzare una terrazza panoramica, voluta dal sindaco di Ronzo Chienis, Gianni Carotta, con il sostegno dell’apt Garda Dolomiti.
Il cantiere, avviato il 7 settembre scorso, è stato affidato alla Garda Service srl, su progetto dello studio ingegneri associati Fontana & Lotti – Lorenzi, tra un mese circa è prevista l'inaugurazione. Le prime contestazioni però erano arrivate da Europa Verde Alto Garda, che aveva denunciato il rischio di trasformare il territorio in una sorta di "Altogardaland", un parco divertimenti dove ogni angolo naturale diventerebbe non solo un’attrazione turistica, come sarebbe già, ma un luogo appesantito da strutture che hanno più l'effetto di deturpare il paesaggio, piuttosto che arricchirlo. Mercoledì, sulle nostre pagine, è intervenuta anche la SAT centrale, ribandendo il concetto: "Ci chiediamo se sia davvero necessario costruire una nuova infrastruttura per valorizzare un panorama naturale che possiede già, di per sé, un valore straordinario”.
Il parere del WWF
Ora interviene anche il Wwf, che rilancia la questione in perfetto allineamento con le altre associazioni: "Da lassù il Garda si ammira da sempre, senza bisogno di aggiunte. Che senso ha allora spendere risorse per attrezzare un poggiolo naturale? Forse per far sì che la gente venga a vedere le sedute, e non la veduta?". Contestato anche l'adeguamento della strada, che dovrebbe permettere l'accesso automobilistico straordinario per garantire l'accessibilità a chi non può arrivare in autonomia, a piedi. Il Wwf riconosce la validità dell’obiettivo, ma invita alla prudenza e aggiunge una constatazione: "Ogni strada riaperta o sistemata in quota, anche con accessi regolamentati, è un precedente da osservare con attenzione. Dopo anni di osservazione del territorio, i nostri no sono stati ascoltati solo raramente, e col tempo non poche delle nostre perplessità si sono rivelate fondate".
Una riflessione per l'Alto Garda
Leggendo i commenti sui social e registrando la netta contrarietà delle sigle ambientaliste, una riflessione forse vale la pena proporla. In un territorio congestionato dall'antropizzazione - come è ormai l'Alto Garda da diversi anni- non sarebbe forse il caso di allargare la partecipazione democratica, quando si ipotizza una nuova opera assolutamente non necessaria? La legge prevede la possibilità di avviare dei referendum consultivi sia su base comunale, che provinciale.
Certo, anche la popolazione dovrebbe darsi a volte "una svegliata" e attivarsi, ma è altrettanto vero che determinati progetti non hanno grande visibilità presso i cittadini fino a quando il cantiere non è avviato e spesso è troppo tardi per intervenire...