Stefano Ghisolfi libera P.I.G., 8C boulder in Svizzera

Con la prima salita del masso nella zona del Gottardo, Stefano Ghisolfi aggiunge un altro boulder di alto livello al suo curriculum. La scalata collega due problemi vicini. "È uno stile che mi si addice"

Se fino a pochi anni fa il suo nome era associato soprattutto alle grandi vie sportive di difficoltà, oggi Stefano Ghisolfi sta dimostrando di essere uno degli arrampicatori più completi che la scena mondiale abbia mai visto. Il climber ha infatti appena realizzato la prima salita di P.I.G, un blocco di 8C (V15) nella zona del Gottardo, in Svizzera, aggiungendo l'ennesimo risultato a una stagione che lo vede protagonista anche nel bouldering di altissimo livello.

Il blocco consiste nel collegamento tra blocchi preesistenti. Ghisolfi ha iniziato salendo Quiet Storm, linea di 8B+ di Francesco Berardino, per poi continuare con un 8A alla sinistra di quest'ultimo boulder. Dopo un incastro di ginocchio utilizzato come riposo, ha quindi connesso a queste due sezioni un'altra sequenza, Rosa Maialino 8A, percorrendo un traverso da sinistra verso destra sullo stesso masso. “E' un lungo traverso, quindi si accorda molto bene al mio stile” ha detto il fuoriclasse. “Non duro quanto mi aspettavo, ma molto divertente comunque!”

Il nome del blocco è ispirato all'ultima sezione, Rosa Maialino: quando il collegamento era ancora un progetto, Ghisolfi lo chiamava pig, maiale in inglese, evoluto poi in P.I.G..

Dopo questa salita, il climber non si è fermato: si è infatti aggiudicato anche la terza salita di Big Snapper, sempre nella zona del Gottardo, dopo Shawn Raboutou e Dave Graham. “Ho impiegato due giorni a comprendere i movimenti e chiuderlo, alla fine si è trattato di un mix di forza e incastri di ginocchio” ha commentato Ghisolfi.

Una crescita costante sui blocchi

Per il climber piemontese non si tratta di un successo isolato. Negli ultimi anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d'azione, affiancando ai grandi progetti di falesia un impegno sempre maggiore sui massi.

Nel 2025 era arrivato il suo primo V15, Anam Cara Low, seguito da altre salite dello stesso livello e anche di grado superiore. All'inizio del 2026 Ghisolfi aveva poi raggiunto un nuovo traguardo con la ripetizione di Gioia a Varazze, una delle pochissime linee al mondo proposte di 8C+/V16, entrando così nel ristretto gruppo di climber capaci di muoversi a quel livello.

Pochi mesi dopo era arrivata anche la salita di Dreamtime (8C/V15) a Cresciano, il celebre boulder aperto da Fred Nicole nel 2000 e considerato il primo 8C al mondo, e poi ancora Story of Two Worlds e Big Illusion, entrambi 8C/V15.

Tra due mondi

Nonostante i risultati nel boulder, Ghisolfi resta soprattutto uno dei massimi interpreti mondiali dell'arrampicata sportiva. Negli ultimi anni ha collezionato alcune delle vie più difficili mai scalate, con quattro 9b+ all'attivo: Perfecto Mundo in Spagna, Change in Norvegia, Bibliographie in Francia ed Excalibur ad Arco. A inizio giugno si è inoltre portato a casa il suo dodicesimo 9b, con Ratstaman Vibrations di Alex Megos a Ceuse. 

Un curriculum che lo colloca stabilmente tra i migliori climber del momento e che rende ancora più significativo ciò che sta facendo sui blocchi. Le prestazioni di Ghisolfi assumono infatti un valore particolare perché boulder e arrampicata sportiva, pur condividendo molti aspetti tecnici, richiedono qualità molto diverse. Da una parte servono esplosività, forza massimale e capacità di risolvere pochi movimenti estremamente intensi; dall'altra sono fondamentali resistenza, gestione dello sforzo e continuità.

La salita di P.I.G. rappresenta quindi l'ulteriore conferma della versatilità di Stefano Ghisolfi, capace di alternare i progetti più duri in arrampicata sportiva ai blocchi di grado elevato.