Il tracciato della via © Enrico Polo
Leo Gheza su Fragili Equilibri © Enrico Polo
La relazione della via © Enrico Polo
Leo gheza su Fragili Equilibri © Enrico Polo
Leo gheza su Fragili Equilibri © Enrico Polo
iris Bielli su Endangered, 8c, Pala del Frate
Iris Bielli su Requiem, E8 6c, Dumbarton Rock
Iris Bielli
Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2025 Leonardo Gheza e Luca Ducoli, con il contributo di Daniele Lorusso, hanno aperto Fragili Equilibri, una nuova via sulla parete dell’Estellié, nel Verdon, in Francia. “Lasciare una nostra traccia in Verdon non ha prezzo! È una meta famosissima tra i climber, ricca di storia dell’arrampicata. Nonostante le aspettative fossero altissime, è stata certamente all’altezza. Le pareti più belle sono ormai sature di vie, ma il versante a nord offre ancora parecchie possibilità” ha detto Gheza a Salewa.
A liberare la via, pochi giorni fa, è stata la fortissima lecchese Iris Bielli.
La libera di Iris Bielli
“Dopo aver aperto la via, Leo e Luca si sono accorti che il quinto tiro era piuttosto difficile e hanno deciso di coinvolgermi. Ho pensato che fosse una bella occasione per andare in Verdon in ottima compagnia” ha detto Bielli. “Ho passato i primi due giorni a lavorare la via, concentrandomi sul quinto tiro, decisamente più duro degli altri. È lungo 35-40 metri, ma la parte più dura sono i primi 15. Si tratta di un'arrampicata molto particolare, perché la linea segue una canna svasa per la mano destra, e un fessurino sottile per la mano sinistra. Mancano sempre i piedi, quindi ti trovi sempre fuori equilibrio. Le opzioni sono due: o tiri fortissimo, o cerchi tutti gli equilibri, io ho optato per la seconda” continua Iris.
"Mancano sempre i piedi, quindi ti trovi sempre fuori equilibrio. Le opzioni sono due: o tiri fortissimo, o cerchi tutti gli equilibri, io ho optato per la seconda” Iris Bielli.
Alla fine del secondo giorno libera il tiro chiave, ma l'obiettivo è salire tutta la via in stile push, aprendo tutti i tiri da prima di cordata. Il giorno dopo il meteo non collabora, e quello dopo ancora la parete è bagnata. Iris decide dunque di andare a provare Le Brave Gens ne courent pas les rues, una via storica di 8b+. “Volevo salirlo perchè è un tiro storico, e per avere un riferimento sul grado, dato che il tiro chiave di Fragili Equilibri aveva un po' lo stesso stile, scalata tecnica su un muro aggettante”.
Il 22 ottobre è il giorno designato per la salita in libera della via. “Ero un po' in tensione perchè sapevo di doverla chiudere quel giorno. I quattro tiri sotto il chiave sono tutti piuttosto impegnativi, e volevo arrivarci fresca e con ancora un po' di pelle. Quando sono arrivata al quinto tiro ho fatto un ottimo giro, ma mi si è staccato un appoggio per il piede alla fine della sequenza dura. Lì è salita la tensione, ma sono ripartita e sono riuscita a chiudere il tiro al secondo tentativo.
È un'arrampicata molto tecnica, dato che segue due strutture verticali non è semplice trovare gli equilibri. Ma una volta ottimizzate le sequenze, si scala danzando, senza tirare troppo. La via è veramente spettacolare: alterna tratti strapiombanti su canne ad altri più tecnici su gocce, buchetti e piccole tacche; insomma, ogni tiro ha qualcosa che lo rende speciale e unico".
Il nome, Fragili Equilibri, si deve alla precarietà della roccia, che ha costretto Leo Gheza e Iris Bielli a trovare nuovi equilibri e impostare nuovi movimenti ogni volta che un appoggio si rompeva.
Fragili Equilibri
Fragili Equilibri si sviluppa su sette tiri e propone un'arrampicata varia, su una parete leggermente strapiombante. Gocce, tacche e buchi si alternano a canne più fisiche, richiedendo precisione nei passaggi tecnici e capacità di adattamento nei tratti più atletici. "È nata una super via, non solo per l’impegno tecnico, ma anche per la qualità dell’arrampicata! Entusiasmante, varia, sempre in leggero strapiombo, passa da piccoli appigli su gocce, tacche e buchi a canne più fisiche strapiombanti. Nel complesso molto varia", aveva detto Gheza in occasione dell'apertura.
L'apertura è stata effettuata dal basso, affrontando condizioni meteorologiche tutt'altro che semplici. Piogge intense e raffiche di vento che hanno raggiunto i 70 km/h si sono alternate a brevi finestre di bel tempo. Nonostante le difficoltà, la roccia è rimasta sufficientemente asciutta da consentire alla cordata di portare a termine il lavoro.
Una volta ottimizzate le sequenze, si scala danzando, senza tirare troppo. La via è veramente spettacolare: alterna tratti strapiombanti su canne ad altri più tecnici su gocce, buchetti e piccole tacche; insomma, ogni tiro ha qualcosa che lo rende speciale e unico". Iris Bielli