La tavola rotonda
La tavola rotonda
La tavola rotonda
La tavola rotonda
Il castello dei Malaspina © Wikicommons
Poggio Columbu
Bosa ha ospitato il momento centrale della quinta edizione di Noi camminiamo in Sardegna 2026. Nell’ex convento dei cappuccini si è svolta la tavola rotonda dal titolo Verso la giornata nazionale dei cammini e del turismo lento: dai territori al riconoscimento istituzionale. L'appuntamento ha riunito istituzioni, operatori, associazioni, gestori di itinerari e rappresentanti delle comunità locali, uniti dall'intento di valorizzazione dei cammini della Sardegna. Sedici gli itinerari individuati come destinazione legata al turismo lento, ai cammini, ai luoghi di pellegrinaggio e alla mobilità sostenibile.
L'impegno del CAI
La tavola rotonda è stata moderata dalla giornalista Rai Lorena Bianchetti e ha affrontato i principali temi legati alla crescita dell’offerta: organizzazione degli itinerari, qualità dell’accoglienza, sicurezza, manutenzione, promozione e collaborazione tra istituzioni e realtà locali. Il dibattito ha posto al centro il valore dei territori interni, che attraverso i cammini hanno trovato nuove occasioni di visibilità e di sviluppo.
In questo quadro si è inserito l'intervento dell'assessore regionale al turismo, Franco Cuccureddu, che ha delineato le linee guida della programmazione regionale: "Il nostro obiettivo è potenziare le infrastrutture materiali e digitali lungo i percorsi, garantendo agli escursionisti standard elevati di accoglienza, sicurezza e servizi".
“Il nostro obiettivo è potenziare le infrastrutture materiali e digitali lungo i percorsi” Franco Cuccureddu
Antonio Montani, presidente generale del Club Alpino Italiano, ha portato al tavolo l'esperienza ultracentenaria del sodalizio: "I cammini rappresentano un'infrastruttura verde fondamentale che necessita di cura costante, manutenzione tecnica e tracciamento rigoroso per garantire la massima sicurezza a chi si mette in viaggio. Il CAI ha confermato il proprio impegno al fianco delle regioni per la tutela del paesaggio e la valorizzazione della rete escursionistica, affinché ogni percorso sia accessibile e sostenibile. Solo un presidio attento e responsabile del territorio permette di trasformare i sentieri in un'occasione reale di fruizione consapevole e di salvaguardia dell'ambiente naturale".
“Il CAI ha confermato il proprio impegno al fianco delle regioni per la tutela del paesaggio e la valorizzazione della rete escursionistica” Antonio Montani
Un trend in crescita
Come evidenziato anche dalla nostra recente intervista agli juniores del Club Alpino Italiano, i giovani chiedono spazi di movimento e socialità all'aperto. Non si tratta quindi solo di rispondere a una domanda orientata al prodotto turistico, ma di garantire un ambiente favorevole a una vita sana e di comunità, con strumenti adatti alle nuove generazioni. Vincenzo Caruso, fondatore di Cammini d'Italia, ha incentrato la sua riflessione proprio sul ruolo chiave della comunicazione digitale: "La forza dei cammini risiede oggi nella capacità di raccontare le storie dei territori attraverso linguaggi moderni e di costruire community attive di camminatori e viaggiatori consapevoli. Promuovere l'itinerario significa non solo tracciare una strada sulla mappa, ma rendere attraente la lentezza e creare narrazioni ingaggianti capaci di attrarre i giovani".
Il cammino lento
In questo senso, il turismo lento ha offerto una possibilità concreta di crescita. La presenza dei camminatori ha distribuito i flussi in periodi diversi dell’anno, ha favorito una permanenza più lunga nei territori e ha sostenuto una rete di piccole imprese, servizi e attività locali. Miriam Giovanzana, direttrice editoriale di Terre di mezzo, ha richiamato proprio il legame tra itinerari e comunità. "I cammini hanno rappresentato una chiave di lettura straordinaria per riscoprire il paesaggio umano e culturale del nostro Paese, unendo le comunità locali in una rete di accoglienza e di condivisione autentica". Francesco Senatore, componente del comitato scientifico di FederTrek, è intervenuto sul tema della qualità dell’offerta, evidenziando l'importanza di mantenere standard comuni di alto livello. La crescita del settore ha richiesto infatti interventi coordinati: segnaletica, manutenzione, informazioni affidabili, accoglienza, servizi per i viaggiatori e tutela dell’ambiente. Senza questi elementi, gli itinerari rischiano di restare esperienze isolate.
La firma del protocollo
Il momento centrale è arrivato con la firma del protocollo di Bosa. I promotori dell’iniziativa hanno formalizzato la richiesta di istituire la giornata nazionale dei cammini e del turismo lento. Il documento ha segnato un passaggio politico e organizzativo, perché ha raccolto la volontà di dare maggiore riconoscimento ai cammini e di inserirli in una strategia nazionale di promozione del turismo sostenibile.
Le escursioni
Nei due giorni successivi, spazio alle escursioni con il sabato che ha visto i partecipanti salire verso le pendici di Poggio Columbu, punto panoramico d'eccellenza da cui è stato possibile abbracciare con lo sguardo l'intero profilo della cittadina e della vallata circostante, per poi rientrare verso il borgo, nel primo pomeriggio, lungo il corso del fiume Temo.
Di nuovo, nella giornata di domenica, il Temo è stato di nuovo protagonista con una uscita in battello lungo le acque dell'unico fiume navigabile della Sardegna. Gli ospiti hanno ammirato da vicino le storiche ex concerie del borgo, prima di addentrarsi tra i vicoli del centro storico e salire fino all'imponente castello dei Malaspina.