Un frame di "Alaska, cercatori di avventure"L'Artico non è solo una distesa di ghiaccio e neve; è un universo di silenzi assordanti, di luci magiche e di una natura primordiale che affascina e respinge. Un ambiente in cui l’esplorazione spesso si mescola o affianca alla sfida sportiva, rendendo questa grande regione che si sviluppa attorno al Polo Nord del Pianeta, palcoscenico di avventure estreme. Sfide in cui i protagonisti non cercano generalmente solo un record, ma mettono alla prova i limiti della resistenza fisica e mentale contro il gelo, il vento e il terreno imprevedibile.
Vi invitiamo a un viaggio cinematografico che attraversa tre zone dell’Artico, per scoprire perché l'essere umano è così ammaliato da questo ambiente ostile, e per riflettere su quanto sia cruciale oggi preservarlo. Se l’uomo può disegnare nell’Artico le sfide a sé più congeniali, l’Artico stesso non ha scelto la sfida che si trova ad affrontare: il cambiamento climatico, che alle estreme latitudini fa sentire i suoi effetti in maniera amplificata.
Il viaggio parte dalla Lapponia finlandese, con “Wandering in the White”, del regista finlandese Otto Heikola. Storia di una avventura sugli sci che si trasforma in una impresa ai limiti del possibile, a causa di una tempesta di neve. Dall’Europa voliamo oltreoceano per raggiungere la porzione artica dell’Alaska che, con le sue distese battute dal vento, è da sempre sinonimo di esplorazione solitaria e grandi imprese. La storia che vi presentiamo, raccontata in “Alaska, cercatori di avventure”, vede due esploratori italiani, Fulvio Giovannini e Maurizio Belli, alle prese con una traversata invernale, affrontata a piedi e sugli sci. 55 giorni vissuti nel freddo e nel silenzio, lungo un fiume ghiacciato, per portare a termine un progetto durato un quarto di secolo. Il nostro viaggio si conclude in Groenlandia con"Inussuk", film che prende il nome dalle sculture di pietra erette dagli Inuit. L'Inussuk non è solo un segnavia, ma ha un significato mistico: indica la via del ritorno a casa, in senso più ampio del ritorno alla vita. Protagonisti sono due scalatori di big wall, Marcin Yeti Tomaszewski e Paweł Hałdaś, con il sogno di aprire la prima via di arrampicata in invernale sulla costa occidentale della Groenlandia.
Tre storie che emanano bellezza, quella di un fragile ecosistema, in rapido mutamento, che è in grado di offrire una solitudine rigenerante. Immergersi nel freddo e nel silenzio di queste pellicole è un modo per connettersi con questo mondo lontano e comprendere il valore inestimabile di una natura che è nostra responsabilità difendere.
WANDERING IN THE WHITE
di Otto Heikola
Due forti ex-campioni di orienteering di decenni addietro si recano in Lapponia per una spedizione sciistica di quattro giorni. Ma quando la coppia viene colpita da una tempesta di neve in mezzo al nulla, è costretta a fare scelte difficili, in condizioni molto rischiose. Il percorso, un tempo familiare, si rivela un’impresa impossibile: qual è la direzione giusta, e come ritrovare casa quando non si riesce a distinguere la terra dal cielo?
ALASKA, CERCATORI DI AVVENTURE
di Gabriele Carletti
Il racconto di una spedizione invernale di 1.100 Km in Alaska, ultimo tratto di un’avventura che in 25 anni, prima da solo poi con l’amico Fulvio Giovannini, ha condotto il trentino Maurizio Belli a seguire le rotte della corsa all’oro. A piedi, in bici, in canoa, sugli sci, non per segnare un record, ma per tracciare una propria via. Due avventurieri alle prese ora con la sfida più ardita: con gli sci e a piedi, dormendo in tenda per 55 giorni su un fiume ghiacciato, inseguendo sogni d’infanzia.
INUSSUK
di Marcin Tomaszewski
Il film è ambientato sulla costa occidentale della Groenlandia durante l’inverno. Due scalatori di big wall, Marcin Yeti Tomaszewski e Paweł Hałdaś, vogliono inaugurare la prima via di arrampicata in quel periodo dell’anno. Il film descrive la vita interiore dei personaggi, le loro riflessioni durante la spedizione. L’Inussuk è un tipo di scultura creata dagli Inuit, che ha un significato pratico: serve come segnaletica. Può anche indicare la via della vita, la via del ritorno a casa, adempiendo così al suo scopo mistico.