Pelmo d'oro 2023, presente, passato e futuro dell'alpinismo dolomitico

La cerimonia di premiazione della 25esima edizione del premio si è tenuta sabato 29 luglio a San Tomaso Agordino (Dolomiti)
Un momento della cerimonia di premiazione


Istituito nel 1997 dalla Provincia di Belluno, il Pelmo d’oro è un importante riconoscimento al mondo dell’alpinismo e della cultura delle Dolomiti Bellunesi.
 

La cerimonia di premiazione della 25esima edizione del premio si è tenuta sabato 29 luglio a San Tomaso Agordino (Dolomiti) e i componenti della Giuria Roberto Padrin, Orietta Bonaldo, Federico Bressan, Paolo Conz, Giorgio Peretti e Marco Staunovo Polacco hanno così attribuito i riconoscimenti dell’anno 2022 per la valorizzazione alpina e alpinistica delle Dolomiti Bellunesi. All’evento erano presenti anche il Presidente generale del Club Alpino Italiano Antonio Montani e quello dell’Alpine Club, sezione di Londra, Simon Richardson, che ha ritirato il premio speciale Dolomiti UNESCO 2023 per l’Alpine Club stesso.

 

Primo club alpino del mondo, l’Alpine Club, venne fondato a Londra il 22 dicembre 1857 da John Ball. Tale iniziativa fu ispirata dall’impresa che lo stesso Ball compì due mesi prima quando, accompagnato da una guida di Borca di Cadore, effettuò la prima ascensione alpinistica sul Monte Pelmo, oggi uno dei simboli delle Dolomiti. 

 

Al centro con il premio, Simon Richardson, il secondo da destra invece è il Presidente generale Antonio Montani

 

I vincitori 
La sezione “alpinismo in attività” ha visto la vittoria di Santiago Padròs (Santi). Guida Alpina, spagnolo di nascita ma bellunese di adozione. Nelle Dolomiti Bellunesi realizza un’attività poliedrica di altissimo livello.

Nella sezione Carriera alpinistica, il premio va a Alessandro Masucci. Alpinista che in tre decenni di attività severa ed eticamente impeccabile ha scritto il suo nome sul Pelmo e su tutte le crode della Val di Zoldo, allora poco conosciute e ancor meno percorse, individuando con occhio sapiente e concretizzando con tenace passione ben 140 nuove linee di salita.

 

Infine, il premio Cultura alpina va a Italo Zandonella Callegher. Fine editorialista, brillante scrittore, eccellente alpinista. Ma, soprattutto ed in ogni sua attività, montanaro profondamente dolomitico, di sconfinata cultura alpina. La sua penna ha riempito pagine e pagine raccontando delle montagne di casa non solo i profili, la storia, la vita, ma pure i valori che si traducono in dialogo universale della gente dei monti.

 

Tutti i premi e le relative motivazioni sono disponibili qui