Organizzare un cammino: è sicuro affidarsi all'IA?

Cammino del Salento, il tratto senese della via Francigena e una parte della via del Sale: sono i percorsi che abbiamo chiesto a Gemini di organizzare. Il risultato? Tanti errori. L'intelligenza artificiale può diventare un valido alleato, ma senza sostituire l'essere umano

“Sulla base di quali dati mi hai fornito le informazioni per organizzare un cammino?” È una delle domande poste a Gemini durante un esperimento: abbiamo fatto organizzare un cammino all'intelligenza artificiale e a una guida, e abbiamo fatto commentare a quest'ultima le risposte che non coincidevano, per capire se il disallineamento fosse superabile o se si trattasse di un vero e proprio errore, capace di compromettere l'esperienza del cammino.

 

Abbiamo raccolto informazioni su tre percorsi: il cammino del Salento, in particolare la via del Mare, l'unica percorribile quest'anno; la via Francigena nel tratto senese e la via del Sale, da Varzì a Portofino. Parallelamente ci siamo affidati alle conoscenze e all'esperienza di Federica Miglietta, ideatrice e gestrice del cammino del Salento; di Valentina Pierguidi, guida AIGAE, per la via Francigena; di Mario Panizza, anche lui guida AIGAE, per la via del Sale.

Un articolo, non una guida

Piccola premessa prima di continuare: l'articolo non è una guida al cammino. È un testo scritto per valutare la veridicità delle informazioni e dei suggerimenti dati da Gemini, l'intelligenza artificiale prescelta. Inoltre, l'atteggiamento verso l'IA è del tutto imparziale: non c'è l'intento di sollevare una polemica sul suo utilizzo e funzionamento. 

 

Per quanto le informazioni date dalle guide siano state verificate, si raccomanda comunque di non fare affidamento esclusivo su quanto di seguito riportato, ma di fare ulteriori controlli, anche sulla base delle proprie esigenze di cammino, e di rivolgersi a professionisti.

Le domande

Abbiamo posto le stesse domande sia alle guide sia a Gemini. Si possono riassumere in questo modo: lunghezza del cammino e divisione in tappe, valutandone di intermedie per chi non ha una buona preparazione fisica o non ha mai fatto un cammino; periodo migliore dell'anno per camminare e dove trovare informazioni attendibili e in tempo reale sul meteo; disponibilità di mezzi pubblici per concludere la tappa e di un servizio di trasporto bagagli; attrezzatura necessaria e strategie per ridurre il peso dello zaino; presenza di fonti d'acqua lungo tutto il cammino; suggerimenti su cosa mangiare e cosa vedere; stima del costo totale; possibilità di portare un animale; tempo stimato per organizzare il cammino.

 

La maggior parte delle risposte tra le guide e Gemini coincide. Di seguito vediamo quelle divergenti.

Il cammino del Salento – la via del Mare

Il confronto più svantaggioso per Gemini è stato sul cammino del Salento. Ne abbiamo parlato con Federica Miglietti, ideatrice e gestrice del percorso, che non ha avuto pietà sulle risposte sbagliate date dall'intelligenza artificiale. 

Alla domanda di dividere ulteriormente le tappe del cammino - che ufficialmente sono cinque, con possibilità di allungarle o di ridurle, a seconda delle esigenze - Gemini ci risponde così:

Federica commenta uno degli errori più eclatanti: “Roca Vecchia è dopo San Foca. Inoltre Acaya dista 12 km da Lecce, come dice alla fine, non 15/17, come riportato all'inizio. Strudà, invece, è un piccolo borgo che non sta sul cammino, ma nell'entroterra. Arrivare lì significa allontanarsi di 3 km dalla traccia. Chiarisco anche che non esistono mezzi pubblici ‘convenzionati con il cammino’. Inoltre, Gemini consiglia di camminare fino ad Acaya e poi valutare un transfer. In realtà, il tratto veramente bello da vedere è proprio quello da Acaya in poi, dove iniziano i sentieri e c'è infine l'arrivo al mare. Quindi noi consigliamo di prendere un bus da Lecce fino ad Acaya e poi di proseguire a piedi”.

 

Proseguendo sulla divisione in tappe intermedie, Gemini ci suggerisce: 

Giorno 2: Roca Vecchia - Torre dell'Orso (circa 4,5 km)

Giorno 3: Torre dell'Orso - Otranto (circa 17 km)

Giorno 4: Otranto - Santa Cesarea Terme (circa 22 km)

Giorno 5: Santa Cesarea Terme - Castro Marina (circa 8.5 km)

Giorno 6: Castro Marina - Marina Serra (circa 14 km)

Giorno 7: Marina Serra - Santa Maria di Leuca (circa 20 km)

 

E Federica ci dice che sono sbagliati quasi tutti i km indicati da Gemini: “Da Roca Vecchia a Torre Orso sono 2,2 km; da Torre Orso a Otranto sono 19,5 km;  da Santa Cesarea Terme a Castro Marina sono 6 km; da Castro Marina a Marina Serra sono 16 km”. 

 

Gemini ci dà anche indicazioni su come sono fatte le strade delle tappe:

E Federica commenta: “Gli ultimi 5 km prima di arrivare ad Otranto sono su strade asfaltate che passano tra campagne e coltivazioni; mentre nella tappa fino a Marina Serra il dislivello è di 350 m, con almeno due punti in cui ci sono salite ripide. Quindi è una pendenza dolce per chi è abituato alle montagne”.

Proseguendo con le domande, abbiamo chiesto a Gemini se ci sono strutture, tra cui ostelli e accoglienze a donativo, convenzionati con il cammino. Ci risponde così:

E il commento di Federica non tarda ad arrivare: “Il cammino è convenzionato solo con il Lobby. Invece lungo le altre tappe - in particolare a Santa Cesarea Terme, a Tricase e a Corsano - ci sono tre accoglienze a donativo, di cui una parrocchiale. Infine, consideriamo una media di 33€ a notte, se si cammina da soli, e di 20/25€ se si è in coppia, esclusi i mesi di luglio e agosto”. 

Passando poi alla domanda sulla presenza di mezzi pubblici anche in primavera e autunno, Gemini ci dice: 

Anche qui Federica sconfessa la risposta: “Il servizio Otranto Link termina il 13 settembre, come Salento in Bus. Quando poi parla della linea 107 di Cotrap, quest'ultima è di Salento in Bus, che quindi non fa più servizio dal 13 settembre. Ci sono altre linee, ma non quelle indicate". 

I bus di maggio sono gli stessi di ottobre, cioè bus scolastici. Se vuoi saltare la tappa, devi prendere un transfer privato perché i bus scolastici non collegano le marine”.

Altro errore importante di Gemini riguarda la presenza di guide cartacee:

Non è vero! - tuona Federica - non esiste ancora una guida ufficiale cartacea. Stiamo pensando di pubblicarla. Al momento c'è il passaporto del pellegrino, la credenziale, dove si trovano le informazioni sul cammino, ma non i qr-code che rinviano alla traccia gps”.

Facendo una ricerca su Google, esistono vari libri sul Salento e sui percorsi di trekking che si possono fare, ma Federica ci assicura che una guida ufficiale cartacea ancora non esiste. 

E poi c'è il tema delle fonti d'acqua lungo il cammino. Questa la risposta di Gemini: 

Federica conclude: “Nella tappa 3 le fontanelle si trovano a Porto Badisco, mentre nella 5, prima di iniziare il sentiero delle Cipolliane, c'è Marina di Novaglie, dove ci sono due fontanelle. A Ciolo, invece, c'è un bar aperto tutto l'anno dove poter fare rifornimento”.

Nel 2018 Federica, insieme a Mariarita Scarpino, ha ideato il cammino, che è stato inaugurato nel 2019. Da allora, ci racconta, diverse persone l'hanno percorso facendo affidamento sulle indicazione dell'IA, trovandosi però in difficoltà: “L'IA si sbaglia soprattutto sulla suddivisione in tappe: una volta, per esempio, delle signore l'avevano usata e si erano organizzate per dormire a Marina di Novaglie, ma lì c'è solo un bar, non anche strutture di accoglienza dove dormire. Quindi poi insieme abbiamo fatto una divisione diversa. Altri problemi sono con i trasporti pubblici: vengono segnalati autobus che, in quel periodo dell'anno, non ci sono”. 

Tratto senese della via Francigena

Salutiamo Federica e dalla Puglia ci spostiamo in Toscana, dove incontriamo la guida AIGAE Valentina Pierguidi che ci commenta le risposte di Gemini: “Secondo me alcune possono andare bene come impostazione generale, però in diversi punti è stato un po' troppo preciso e soprattutto troppo ottimista su alcune cose”. 

La prima cosa che ho notato è che considera Gambassi Terme nel tratto senese. Non è corretto perché Gambassi è nella provincia di Firenze, e la parte che interessa a noi inizia a San Gimignano e finisce a Radicofani.”.

Sulla suddivisione in tappe intermedie per chi non è allenato, Gemini ci propone questo schema: 

Ma Valentina commenta: “Non sono così d'accordo. È possibile e consigliato dividere le tappe per chi non ha mai fatto un cammino, però non farei una suddivisione così rigida con tappe da 10/15 km, e soprattutto non direi che in questo modo il livello diventa più facile. Bisogna considerare non solo i km ma anche il dislivello, il tipo di terreno e il fatto che si cammina per diversi giorni consecutivi. E poi c'è il meteo: è difficile procedere sia se c'è molto sole sia se piove”.

Sulle accoglienze, Gemini è molto ottimista:

Sulle accoglienze sarei molto più prudente. Non è detto che in tutte le località intermedie ci siano ostelli per pellegrini o che ci sia sempre posto - ad esempio a Lucignano d'Arbia o a Bagno Vignoni. Secondo la mia esperienza, gli alloggi per pellegrini non sono tantissimi e hanno pochi posti letto. Quindi non è corretto dire ”Trovi sempre un tetto o un letto senza problemi"

Valentina ha riscontrato problemi anche nelle risposte di Gemini sui trasporti: 

Non direi che tutte le località sono ben collegate o che gli autobus sono frequenti. I collegamenti ci sono, ma bisogna verificare bene gli orari e soprattutto capire se sono realmente utili per chi sta facendo il cammino. Alcuni tratti sono sicuramente meno serviti e non si può pensare di avere sempre un autobus disponibile per spostarsi o per rientrare dalla tappa. Per quanto riguarda gli NCC, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica, non è detto che siano disponibili per un recupero improvviso. Anche la questione dello sconto del 10/15% per chi ha la credenziale non la riporterei senza avere una convenzione ufficiale che lo confermi”.

Il responso di Valentina è che Gemini sia stato troppo ottimista: “Ha dato alcune informazioni corrette ma in diversi casi ha trasformato delle possibilità in certezze”. 

Via del Sale

Il percorso “meno problematico” è stato la via del Sale, dove ci aspetta la guida AIGAE e accompagnatore CAI Lombardia Mario Panizza per commentare le risposte di Gemini. 

Per questo cammino, sono pochissime le risposte di Mario e di Gemini che differiscono.

Alla domanda "che tipo di preparazione ci vuole per fare il cammino e in quante tappe si può suddividere per chi non ha un buon allenamento?" Mario ci dice: “È una via piuttosto impegnativa per tappe lunghe e dislivelli. Se non cammini mai o poco e saltuariamente, è escluso che si possa fare; se cammini in montagna almeno una volta a settimana quasi tutte le settimane, per almeno 8 ore, e con dislivelli spesso superiori a 750 m, hai buone possibilità di riuscire senza troppa fatica. Tra i due estremi ci sta tutto il resto. Da notare che spesso si affatica la mente, non il corpo. Il cammino comunque si fa in non meno di tre tappe, quattro è il numero ideale. I prologhi da Voghera a Varzì o da Tortona a Selvapiana possono essere trascurati.

Gemini invece ci dice:

Alla domanda: Ci sono mezzi pubblici con cui percorrere le tappe? Mario ci dice “Solo nella seconda metà del percorso, tappe 3 e 4”, mentre Gemini articola questa risposta:

Infine, sulla presenza di fonti d'acqua, Mario di dice “Sono poche e alcune sono nascoste e/o stagionali. Si parte in estate con 2 litri minimo e si ricarica a metà giornata, un litro in inverno con anche bevande calde nelle prime 2 tappe”, mentre Gemini: 

Mario non è molto duro nel commentare queste risposte. Ci dice solo: “La sua IA ha qualche imprecisione, è leggermente ridondante ma in complesso può andare bene per un pubblico generico che chiede rapidità a scapito di precisione”. 

Facendo una verifica delle informazioni date da Gemini sul sito delle vie del Sale, ci risulta che la suddivisione in tappe intermedie - 6 in tutto - possa essere adeguata, essendoci in tutte le città strutture in cui dormire.

Per quanto riguarda i collegamenti con i bus, sempre il sito ci dice che la linea della società A.M.T. S.p.A. raggiunge Torriglia, Bargagli, Colle Caprile e Uscio. Torriglia è il punto di arrivo della seconda tappa ufficiale, mentre le altre tre città sono ricomprese nella terza tappa. 

Confermate anche le informazioni sui punti d'acqua: sul sito ci sono indicazioni più dettagliate. 

Sulla base di cosa mi hai dato queste informazioni?

È la domanda con cui abbiamo iniziato l'articolo, ma anche quella con cui si sono concluse le “interviste”, sia alle guide sia a Gemini per ciascuno dei tre cammini. 

Federica: “Sono informazioni ufficiali del Cammino del Salento, basate sull'esperienza diretta dell'organizzazione e sull'assistenza fornita ogni anno a migliaia di camminatori”; Valentina: “Le informazioni riportate derivano dall'esperienza diretta come Guida Ambientale Escursionistica, dalla conoscenza del territorio della Val d'Orcia e della Via Francigena, dall'esperienza personale”; Mario: “Ho percorso il cammino più di 25 volte come capo-gita volontario per gruppi CAI e FIE; più di 48 volte come Guida Escursionistica Ambientale retribuita con clienti. L'ho percorso anche per diletto personale in tutte le ore del giorno e della notte, in tutte le stagioni, con tutti i meteo, sia da solo sia in coppia. Mi aggiorno e studio di continuo anche come collaboratore dello Studio Cartografico Italiano di Genova”.  

Gemini, invece, per il cammino del Salento

Per il tratto senese della via Francigena:

Infine, per la via del Sale:

Conclusioni

Com'era prevedibile, in tutte le tre “interviste”, Gemini rispondeva in modo molto dominante, perché tentava di continuo di indirizzare la conversazione a suo vantaggio: era lui stesso a proporre temi sui quali aveva informazioni per rispondere. A ogni sessione di domande – una, a volte anche due, a cammino – era necessario ricordargli che non doveva anticipare gli argomenti, ma solo limitarsi a rispondere.

Inoltre, in due occasioni, durante l'organizzazione del cammino del Salento, si è sbagliato rispondendo come se stessimo parlando del cammino di Santiago. Non si è corretto da solo, è stato necessario fargli notare l'errore. 

 

Gemini può essere un valido supporto nell'organizzazione del cammino: può dare una panoramica delle tappe, dei km e dei dislivelli, della lista di cose da portare, da mangiare e da vedere lungo la strada. Può aiutare a raggiungere i luoghi di partenza e può dare indicazioni su come rientrare a casa, una volta concluso il cammino. A volte può dare suggerimenti curiosi e fantasiosi, tratti dalle esperienze di altri camminatori dai quali ha attinto informazioni.

Tuttavia, è prudente e necessario controllare che le informazioni proposte siano vere, e soprattutto che siano ancora attuali. 

Dei cammini c'è un sito ufficiale - e la relativa associazione che lo gestisce - dove si trovano tutte le informazioni necessarie prima di partire: lunghezza e dislivello del cammino; strutture che accolgono, spesso divise per tappa; dove ritirare credenziale, timbri e testimonium; dove trovare fonti d'acqua; se ci sono deviazioni o chiusure di sentieri. Sui siti ci sono anche i numeri dei referenti del cammino, disponibili ad aiutare a rimodulare il percorso, a chiarire informazioni, a risolvere imprevisti e a trovare soluzioni anche nel caso in cui nessuna struttura abbia posti per un giorno specifico.

Per quasi tutti i cammini esistono anche gruppi social, specialmente su FB, dove i camminatori e le camminatrici si scambiano informazioni sulle tappe appena percorse, e lì si possono avere dati utilissimi in tempo reale. 

Organizzare un cammino può sembrare uno scoglio insormontabile, ma subito ci si accorge di avere a che fare con una fitta rete di persone pazienti e risolutive, che possono trasmettere una sensazione di sicurezza: anche chi cammina da solo non è davvero solo, ma nei pensieri della comunità che l'ha accolto. Ci sono poi guide e associazioni a cui affidarsi, se non si ha tempo o abbastanza esperienza per programmare un intero cammino da soli.

Per calcolare le distanze o vedere i percorsi che passano dentro i boschi o lungo i crinali delle montagne, ci sono app specifiche - Komoot o Mountain Maps - oltre alle guide cartacee - disponibili per quasi tutti i cammini.  Fare queste ricerche incrociate richiede sicuramente più tempo e più organizzazione rispetto a chiedere risposte rapide a Gemini, o ad altra intelligenza artificiale, ma è garanzia di affidabilità. 

Tuttavia, la velocità con cui un'intelligenza artificiale ci risponde non è affatto da demonizzare, anzi! Ci permette di crearci subito una cornice di partenza così da concentrarci sui dettagli che rendono il cammino a misura delle nostre esigenze.